Beppe Grillo e la libertà di coscinza

grillo1-535x300

La gravità della scelta di Beppe Grillo, il dietro front, in merito alla libertà di coscienza che lascia ai senatori del Movimento cinque Stelle sul DDL Cirinnà, non è solo dovuta all’atto vile nei confronti di cittadini che sono ancora di fatto, di fronte alla legge italiana, cittadini di serie B, ma è dovuta anche all’ambiguità di una scelta contro la linea, e cavallo di battaglia, di tutto il movimento che si presenta innovotore rispetto alle forme classiche partitiche. Ci riferiamo al fatto che una delle cose che spesso Grillo ribadisce è proprio l’importanza delle scelte della base, ovvero le votazioni che avvengono attraverso il sito/blog di Grillo a testimonianza di una democrazia diretta partecipata. L’esito delle votazioni, presente nel blog del leader del M5S, tenutasi a fine ottobre 2014 (a cui ho partecipato essendo iscritta da anni), è sotto gli occhi di tutti: ben oltre 21.000 a favore, contro meno di 4.000 contrari; una vittoria dei sì schiacciante. Ora, ci chiediamo: dov’è questo rispetto della base? dov’è il rispetto dell’esito della votazione già avvenuta e della tanto decantata democrazia dal basso? Grillo scrive: Continua a leggere

Annunci

I giovani stanno male – compagni di scuola

I ragazzi, nei giorni scorsi, hanno continuato a contestare la riforma Gelmini. Avendo vissuto da vicino le contestazioni studentesche (documentate dalle riprese da me realizzate – vedi canale YouTube), ormai, per adesso, aggiungere altro mi sembra inutile, anche perché la mia opinione del tutto, bene o male, l’ho già espressa in un altro post. Sono solo sempre più consapevole del decadimento della scuola pubblica italiana, ma soprattutto dei tagli realizzati nell’ambito della ricerca. Insomma, l’istruzione e la cultura, in Italia, sono l’ambito tra i più sviliti (il caso di Pompei). Ho un senso di paura e di profonda tristezza nei confronti degli italiani di domani, di quelle che sono le generazioni attuali e gli uomini e le donne del futuro, i cittadini. Rivisitando le parole di Galimberti, questo pensiero è per i giovani perché i giovani stanno male. Il futuro è sempre più incerto, le idee sono più confuse: com’è difficile essere giovani, oggi, soprattutto se sei italiano!

Questa canzone che ho postato è una canzone per noi, per non dimenticare la musica che abbiamo dentro, la voglia di reagire anche vivendo la nostra quotidianità. Questa canzone è per noi che non dobbiamo arrenderci ai tiranni, piccoli o grandi, per noi che vorremmo una vita semplice e più clemente, ma invece…

Signoraggio: il potere delle banche sulle nostre vite

Dal sito di Massimo Fini si può leggere il testo, (riportato in questo post), che esplicita la ragione per cui si sta effettuando una raccolta di firme online contro lo “strozzinaggio” delle banche definite “popolari”. La questione del signoraggio la considero tra le più importanti soprattutto perchè è tra quelle decisive che incidono la vita quotidiana dei cittadini: qui stiamo parlando di debito pubblico, di soldi che noi cittadini versiamo  attraverso tasse eccessive falsamente donate allo Stato (che tra l’altro saremmo noi), ma invece date alla Banca Centrale Europea per mezzo di forme che non sto qui a spiegare. Il signoraggio, semplicemente, è un costo eccessivo delle banconote (potere d’acquisto) emesse dalla BCE (ente privato) che fa pagare agli Stati; la banca, avendo l’assoluto monopolio del potere d’acquisto dei cittadini, in quanto fornisce agli Stati le banconote, indebita gli stessi per questo “favore”. In questo sito, esplicitamente sfavorevole a Grillo e ai grillini per la retromercia sulla questione signoraggio, viene spiegato ulteriormente il valore intrinseco e il valore nominale delle banconote, ma non solo… . Anche su wilkipedia c’è una spiegazione del signoraggio.

Di seguito il testo che M. Fini ha inserito nel sito della rivista online “Il giornale del ribelle” dove spiega il signoraggio e, di conseguenza, brevemente, le ragioni della raccolta firme.

APPELLO CONTRO LA DITTATURA BANCARIA E TECNOFINANZIARIA

No alla vita basata sul prestito e sull’usura
No al debito eterno degli Stati, dei Popoli e dei Cittadini
Il Popolo (attraverso lo Stato) torni titolare della Sovranità Monetaria

La questione della Sovranità Monetaria non è questione economica. Riguarda tutti gli aspetti della nostra vita. La Banca Centrale Europea, proprietà delle Banche Nazionali Europee, come Bankitalia, emette le banconote di Euro. Per questa stampa pretende un controvalore al 100% del valore nominale della banconota (100 euro per la banconota da 100 Euro), appropriandosi del poter d’acquisto del denaro che crea a costo zero e senza garantirlo minimamente.
E’ un’incredibile regalia truffaldina ai danni della popolazione intera. Gli Stati pagano questa cifra con titoli di Stato, quindi indebitandosi. Su questo debito inestinguibile, pagheranno (pagheremo) gli interessi passivi per sempre. Con le tasse dei cittadini, o vendendo a privati beni primari, come le fonti d’acqua. Per contenere il debito pubblico, che è generato soprattutto dal costo dell’emissione del danaro che lo Stato paga alla BCE, ogni governo è costretto ad aumentare una pressione contributiva diretta ed indiretta sempre più alta nel tempo, che per alcuni soggetti, i più deboli, corrisponde ad un prelievo forzoso di oltre il 60% del proprio guadagno.
Questo enorme profitto è incamerato ingiustamente, illegittimamente ed anticostituzionalmente dalla BCE, ovvero dai suoi soci, le Banche Nazionali, a loro volta controllate da soggetti privati. Queste Banche sono di proprietà privata, e, soprattutto, di gestione privata, anche se ingannevolmente vengono fatte passare per “pubbliche”. Gli utili che traggono dalla emissione monetaria vengono occultati attraverso bilanci ingannevoli, in cui si fa un’arbitraria compensazione dei guadagni da Signoraggio con inesistenti uscite patrimoniali. Dopo 60 anni di Signoraggio (il guadagno sull’emissione) esercitato da Bankitalia e BCE, l’Italia ha un enorme debito pubblico generato esclusivamente dai costi per l’emissione del danaro pagati alle Banche Centrali.
Se l’emissione del danaro fosse stata affidata allo Stato, senza creare debito, oggi non avremmo un solo euro di debito pubblico e le tasse da reddito potrebbero non esistere od incidere minimamente sui redditi da lavoro. Tutti i costi sociali (pubblico impiego, opere, scuole, ospedali) si sarebbero potuti coprire con i proventi da IVA (imposta sul valore aggiunto) magari maggiorata al 30% per i prodotti di lusso e non popolari, e da tasse su transazioni soggette a pubblica registrazione.
Senza usura contro lo Stato da parte delle Banche Centrali, che ha costretto lo Stato a vessare i propri cittadini con tasse spropositate (ricordate il prelievo sul conto corrente voluto dal banchiere Ciampi, travestito da uomo politico?), non bisognerebbe lavorare 30 anni per comprare una piccola casa, pagando tassi da usura. Non esisterebbe il degrado sociale, la povertà, il precariato, la delinquenza come mezzo di sopravvivenza di massa. Senza il Signoraggio delle Banche Centrali gli Stati non avrebbero più debiti e non sarebbero più costretti a tassare e tartassare i propri cittadini, a sottoporli a forme di controllo poliziesco per la determinazione dei redditi. I guadagni da lavoro dipendente ed autonomo sarebbero tutti legittimi, provati e dichiarabili senza timore, senza evasione, senza elusione, e l’unica tassa da riscuotere sarebbe quella sull’acquisto di beni e servizi, favorendo quelli per la sussistenza con aliquote più basse ed  alzando le aliquote per i prodotti voluttuari e di lusso.
Ritornando la sovranità monetaria nelle mani degli Stati sovrani si eliminerebbe il debito degli stessi e di conseguenza di larga parte della popolazione. L’esistenza di noi tutti, condizionata e vincolata fin dalla nascita dal principio usurocratico del debito sarebbe sollevata dall’angoscia da rata, da scoperto di conto corrente, da pignoramento, da sfratto, da banca dati della puntualità dei pagamenti. Le nostre vite sarebbero liberate dall’assillo dal lavoro, del doppio lavoro, del bisogno di guadagnare tanto, per poi pagare il 60% del proprio guadagno allo Stato, perché lo Stato è sotto l’usura dei Banchieri.
Merita trattazione a parte l’analisi delle influenze sulla nostra vita dell’assillo economico. Influenze negative di carattere psichico, culturale, sociale. Con i drammi della povertà, dell’emigrazione, del doppio lavoro familiare, del lavoro precario, del lavoro insicuro, delle pensioni minime, che, senza la voracità da usura delle Banche Centrali, si sarebbero potuti evitare. Sottoponiamo l’appello a deputati, senatori, giornalisti, intellettuali, contestatori, anticonformisti, per promuovere la proposta di legge che faccia tornare l’emissione monetaria in mano statale, ovvero politica e popolare. Diffondiamo la verità negata: viviamo in una dittatura bancaria che impone a tutti l’angoscia esistenziale della vita basata sui debiti.

Azzeriamo il debito degli Stati
Eliminiamo la schiavitù degli indebitati per sopravvivere
Riprendiamoci la nostra vita e la nostra libertà

Massimo Fini
Marco Francesco De Marco
Valerio Lo Monaco
Alessio Mannino
Andrea Marcon

Raccolta firme online

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: