Tutti Diversamente Uguali

L’Associazione Culturale In Comune presenta:

Tutti diversamente uguali è il titolo di uno dei brani del nuovo album ‘come trascinate dal vento’ del giovane compositore casamassimese Stefano Ottomano. Continua a leggere

17 maggio: Giornata Mondiale per la lotta contro l’Omofobia

Le associazi17 maggio 2011oni GLBTQ e femministe Arcilesbica Mediterranea Bari, Arcigay Bari, Cime di Queer, Undesiderioincomune, Clitor(i)dee collettivo femminista, collettivo Kasamatta Disobbediente, KéBari quest’anno celebrano unite la giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. Continua a leggere

Il Liocorno presenta: Io & Miryam – storia di un amore omosessuale negli anni ’40

Sabato 5 febbraio e domenica 6 febbraio rispettivamente alle 21:00 e alle 19:30 a Bitetto-Bari, l’Associazione Culturale Liocorno presenta: Io & Miryam Continua a leggere

L’evoluzione delle associazioni-collettivi LGBTQ di Bari e la sua provincia

Dalla provincia di Bari, esattamente Casamassima, a metà ottobre 2010, arriva l’appello dei collettivi politici e non per rispondere a un evento increscioso che coinvolge un minorenne, questo infatti, a fine settembre, viene assurdamente picchiato dai classici bulli di periferia. Indipendentemente dalla riuscita dell’evento, per cui è molto difficile stabilire la relativa riuscita dello stesso, quel che ha più colpito è la prontezza con cui hanno reagito le associazioni e i collettivi di categoria LGBTQ. É stata data una risposta immediata a un appello che ha costituito un’organizzazione frettolosa. Le associazioni, però, hanno risposto positivamente, dopo tanto tempo, unanimi e uniti, hanno reagito, hanno detto sì insieme per reagire all’omofobia, al bullismo provinciale, all’idiozia che, a quanto pare, sembra si sia istituzionalizzata. Dico istituzionalizzata in quanto, alla vigilia dell’evento di Casamassima, il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, con una battuta infelice ha dichiarato: << meglio essere appassionati di donne che gay>>. Tale battuta è stata ovviamente criticata anche perchè è carica di tutto quel senso di discriminazione e di omofobia. Quello che dichiara una battuta simile è quel gioco pericoloso delle convenzioni sociali. In quella frase c’è la radice della discriminazione di genere perchè, dichiarare << è meglio essere questo piuttosto che quello>>, vuol dire ritenere “quello” un’esistenza orrenda, non degna di essere vissuta; la xenofobia affonda, in questo modo, le sue radici. Il nostro paese si trova così sprofondato in una arretratezza culturale. L’abitudine convenzionale della mente debole  e pigra si fa spazio nella società e diventa giustificazione della violenza. Per fortuna, però, una dichiarazione come quella del Presidente del Consiglio rappresenta l’immagine del politico ormai vecchio, in senso puramente istituzionale, è vecchio il suo pensiero, anche fuori moda, è vecchia la sua mentalità, è vecchio il suo modo di fare politica, è anacronistico anche rispetto alle televisioni che comanda (il riferimento è alla trasmissione con Barbara D’Urso che è palesemente gay-friendly). Ora, ritornando a noi, l’evento di Casamassima è stato un banco di prova per le associazioni, è stato un ulteriore passo per l’unione delle forze associazionistiche. Bari e la sua provincia stanno iniziando a muoversi, si stanno svegliando e reagendo. A piccoli passi sta alzando la testa. Speriamo che la starda continui ad essere battuta, speriamo che i ragazzi e le ragazze, i genitori e la gente più sensibile, appoggino i diritti civili di persone che, attualmente, vengono considerate cittadini di serie B.

Su la Repubblica BARI.it le foto dell’evento di Casamassima 3 novembre 2010

Nessun dorma – Casamassima contro l’omofobia (comunicato ufficiale)

Mercoledì 3 novembre, start ore 16:30
CASAMASSIMA (BA) – Piazza Aldo Moro

“NESSUN DORMA”
Manifestazione contro l’omofobia, la violenza e il degrado sociale

DIRITTI E DIGNITA’. ORA!

CASAMASSIMA – BARI – PUGLIA – ITALIA – PIANETA TERRA. Continua a leggere

Pomeriggio Culturale con Arcilesbica Mediterranea Bari, “Kè Bari” e AGEDO Puglia

Domenica 16 Maggio, dalle ore 18:00
Bari, Via Venezia – spiazzale antistante il Fortino

In occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia e la transfobia le associazioni: AGEDO, ARCILESBICA MEDITERRANEA BARI E KE’ BARI

ORGANIZZANO UN POMERIGGIO CULTURALE Continua a leggere

Richiesta di aiuto contro le “terapie riparative”, petizione online e video di la7

Come primo atto concreto contro le “terapie riparative” di Nicolosi (che, lo ricordo, sarà in Italia il 21 e il 22 maggio per presentare il suo nuovo libro sul riorientamento sessuale) chiedo di fare copia e incolla della lettera sottostante e di inviarla agli indirizzi e mail degli ordini di medici, psicologi e psichiatri (trovate gli indirizzi e e-mail di seguito).
Vi chiedo di spendere dieci minuti del vostro tempo per una causa che ci riguarda tutt* e vi chiedo di diffondere il più possibile questa iniziativa. Vi annuncio inoltre che vorrei fare la stessa cosa per chiedere a programmi del livello di Report e di Presa diretta di occuparsi del caso Nicolosi e di smascherare chi c’è veramente dietro quest uomo e le sue associazioni che stanno prendendo piede in tutto il mondo.
Insieme possiamo farcela
Marino Buzzi
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E-mail da inviare ai seguenti indirizzi:
info@cnopsicologi.it
redazione@altrapsicologia.it
tutela@altrapsicologia.it
segreteria@fnomceo.it
redazione@osservatoriopsicologia.it
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Alla cortese attenzione di:

Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi
Altrapsicologia
Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri

Gentil* Signor*,
il 21 e il 22 Maggio 2010 a Brescia, in occasione della presentazione del nuovo libro di Joseph Nicolosi, che si professa psichiatra e psicoterapeuta, si terrà un seminario che tratterà anche il tema delle terapie riparative.
Come certo saprete Nicolosi è a capo del NARTH (National Association for Research & Therapi of Homosexuality) con sedi in tutto il mondo ed è il principale ideatore della cosiddetta “terapia riparativa” che si propone di “guarire” gli/le omosessuali per dar loro un “corretto” indirizzo sessuale.
L’omosessualità non è più considerata una malattia da molti anni, come si evince dal DSM IV, eppure continuiamo a trovare medici ( o presunti tali) che cercano di curarla proprio come una malattia.
La terapia riparativa è pericolosa a causa degli effetti disastrosi che può avere su menti fragili e facilmente condizionabili. Spinge le persone a non vivere serenamente la propria identità sessuale e affettiva e non riconosce l’omosessualità come una variabile naturale della sessualità.
A queste terapie possono essere sottoposti/e anche minorenni obbligat* a prenderne parte dalle famiglie.
Se è vero che i rispettivi ordini di medici, psicologi e psichiatri non considerano più l’omosessualità come una malattia è giusto e doveroso che si rinneghino pubblicamente e attraverso ogni mezzo a disposizione le pratiche del dottor Nicolosi per impedire che, anche in Italia, prenda piede questa pericolosa prassi che spinge le persone omosessuali all’infelicità e che potrebbe suscitare nelle menti più fragili danni irrevocabili.
Da anni le persone GLBT (gay, lesbiche, bisessuali, transgender e transessuali) lottano contro ogni genere di discriminazioni e faticano, a causa di un clima diffuso di paura nei confronti dei diversi e di una forte omofobia, a vedere riconosciuti i propri diritti.
Il dottor Nicolosi, che è appoggiato da molte fondazioni religiose, induce non solo gli/le omosessuali a non accettarsi ma, in qualche modo, fa passare il messaggio che le persone GLBT non devono essere accettate per ciò che sono.
Chiedo, come cittadino, che le vostre associazioni e i vostri ordini prendano una posizione chiara sull’argomento.
Abbiamo bisogno di sapere come la pensano i/le medic*, gli/le psicolog* e gli/le pschiatr* italian*
Chiedo inoltre che si disconoscano pubblicamente i metodi e le terapie di Nicolosi e che si istituisca un comitato che si impegni a capire in che modo vengono messe in pratica le suddette terapie così da tutelare i/le eventuali pazienti.
Sarebbe utile anche avviare un serio e costruttivo dibattito sull’argomento promuovendo l’intervento di esperte ed esperti del settore.
Grazie per l’attenzione che vorrete riservare ai temi proposti
Cordialmente
[Nome e Cognome]
[Città]

petizione online: http://www.petizionionline.it/petizione/petizione-per-chiedere-a-report-e-a-presa-diretta-di-promuovere-uninchiesta-giornalistica-sulle-terapie-riparative/722

Qui il video del programma italian job di la7 che ha dedicato una puntata alle terapie riparative di Nicolosi, si può notare quanta accondiscendenza, ma anche opportunismo, si verifica da parte della chiesa.

Omofobia e informazione oltre il 17 maggio

Parlare di omofobia adesso che il 17 maggio è passato sembra quasi fuori luogo o addirittura anacronistico, ma credo invece che affrontare la questione oltre o dopo il 17 maggio sia più importante. Il problema dell’omofobia non inizia e finisce in un giorno solo, ma è sempre costante perchè è costante e reale, e con questo intendo quotidiano, il comportamento omofobico. L’omofobia la si sperimenta ogni giorno, ma soprattutto già in forma latente la si può notare anche nelle persone non dichiaratamente omofobe, non facciamo finta di niente: la maggior parte delle persone ha imbarazzo solamente a parlare di omosessualità, lo si percepisce come un argomento troppo scomodo perchè intimo. Premetto da subito che non credo che certe forme omofobiche derivino da un’omosessualità repressa o almeno non tutte, per spiegare a un convinto eterosessuale che l’affettività omosessuale è un’affettività che ha una base ontologica naturale non serve dire a questo che è un omosessuale represso, anche nel caso dovesse corrispondere a verità, il problema, credo, come molti altri problemi di natura psicologica, sia una questione di natura ontologica e con questo intendo riferirmi al tipo di educazione-formazione che un io vive come essere esistente. L’io, di per sè, nasce con delle tendenze che gli addetti ai lavori definiscono innate, queste nel corso dell’esistenza confluiscono in rapporti ibridativi con il tessuto di relazioni e quindi, per dir così, di impringting che abbiamo come network che, non solo ci circonda, ma di cui siamo parte integrante. La questione è troppo lunga da esplicitare, ma posso ridurre nel considerare che l’essere dell’io si struttura e si ridefinisce continuamente, diremmo, si riassesta a ogni nuovo contatto o a ogni nuova rete di contatti soprattutto quando un’esperienza forte è la causa scatenante di un ridestamento della coscienza. Bene: che cosa c’entra tutto questo con l’omofobia? L’omofobia, come tutte le forme socio-acquisite, nasce da una costruzione o negoziazione della realtà di tipo convenzionale, si è omofobi, anche quando ci disturba parlare di omosessualità, per abitudine culturale, perchè nel raggio d’azione della propria esistenza non è stata problematizzata la questione o, ancor peggio, è stata già indottrinata in forma aprioristica come non questione. La struttura sociale preesistente ha già indicato la direzione su cui l’io deve “guardare”. L’omofobia, quindi, non è una tendenza naturale, bensì una sovrastruttura acquisita dai feedback sociali, una sovrastruttura potentissima e pericolosa per gli esiti violenti. L’aspetto positivo di tutto questo è che, come tutte le sovrastrutture e abitudini culturali, può cambiare, può modificarsi nel tempo perchè non è parte dell’essere definitivo ontologico di una persona o addirittura di un’intera società. L’aspetto negativo è che, come tutte le sovrastrutture e abitudini culturali, è difficile da debellare, in poche parole non in un paio di generazioni sociali si sradica una sovrastruttura fortemente radicata dal fallocentrismo come quella occidentale. I modelli dell’uomo forte, virile, che, come una vecchia pubblicità di un profumo recitava: dell’uomo che non deve chiedere mai, i modelli dell’uomo macho ecc., sono modelli questi che hanno soprattutto violato una realtà dei fatti che è tutt’altra cosa rispetto agli steriotipi tipici. La realtà violata è stata quella affettiva, non nel puro senso dei sentimenti, ma la realtà ontologica dell’affectus in senso letterale, ovvero ciò che ci tocca, la nostra natura ontologica è affettiva e tutte le sovrastrutture imposte come definitive sono una violenza nei confronti dell’essere in favore di ideologie del dover essere. La realtà affettiva della specie umana è così violentata e distorta. Il problema delle società si presenta quando queste sono particolarmente chiuse, di conseguenza, dal punto di vista culturale sono recidive non ai cambiamenti di per sè, ma ancora più in origine alla conoscenza dei fenomeni reali che poi in realtà sono fenomeni sotto gli occhi di tutti. Un esempio fra tutti è l’omosessualità, che vorrei chiamare da adesso omoaffettività, che è sempre esistita, ma gli altri esempi che possiamo citare sono anche l’atteggiamento delle maggioranze sociali che ignorano le conseguenze negative dell’effetto serra: non si pensa perchè è sforzo pensare, perchè è problematizzazione e quindi impegno, le famose abitudini di contrarre abitudini che Bergson aveva benissimo tematizzato.

A questo punto, consapevoli del fenomeno cangiante quali sono le convenzioni sociali, possiamo renderci conto quanto e come lavorare sull’ulteriore cambiamento culturale che è, prima di tutto, educazione alla conoscenza della realtà dei fatti, quindi educazione a vincere la pigrizia intellettuale che spesso si crogiola nell’opinione del senso comune. Un importante rilievo hanno le scuole, la famiglia, la struttura sociale che dovrebbe avere il compito di non abbandonare i cittadini; in proposito, circa un anno fa pubblicai in un forum la relazione dell’ILGA-Europe per la Commissione degli Affari Sociali inerente al suicidio tra i giovani gay, lesbiche, bisessuali e transgender, anche se la relazione e le indagini costituite sono inerenti all’anno 2007 credo che l’impostazione e soprattutto le proposte per affrontare il problema in sè siano ancora molto attuali, possiamo leggere infatti le segnalazioni che effettuai di alcuni passi della relazione:

<< E? stato dimostrato chiaramente che l?incidenza del suicidio tra i giovani LGBT
potrebbe essere ridotta se fossero adottate misure per contrastare l?omofobia, la bifobia, la
transfobia e l?eterosessismo che essi devono affrontare nella società, e se fossero adottate
misure per dare loro supporto.
47. L?Olanda è un Paese che, per almeno tre decenni, ha messo in atto politiche e
programmi educativi a favore delle persone LGBT. Mentre la situazione è ancora lontana
dall?essere perfetta, il confronto tra i risultati del ?Social Exclusion Report? per l?Olanda, con
i risultati di tutti i 37 Paesi, ha reso alcuni risultati informativi:
? Nel caso delle scuole, solo l?8.7% degli intervistati Olandesi ha trovato elementi
discriminatori nel curriculum scolastico rispetto al 42.9% dell?intero sondaggio;
mentre il 39.4% ha subito esperienze di bullismo, rispetto al 53% dell?intero
sondaggio.
? Nel caso delle relazioni familiari, il 31.2% degli Olandesi intervistati ha riportato
esperienze di pregiudizio e/o discriminazione, rispetto al 51.2% dell?intero
sondaggio.
? Anche l?esperienza di discriminazione nella comunità generale è stata più bassa, per il
24.6% degli Olandesi intervistati, rispetto al 37.7% dell?intero sondaggio.

E? stato esaminato un fattore riguardante la depressione, la disperazione e il suicidio
negli adolescenti gay, lesbiche e bisessuali, in comparazione con gli adolescenti eterosessuali.
I risultati hanno suggerito che i fattori ambientali associati con l?orientamento sessuale, che
potrebbero essere raggiunti e cambiati attraverso la prevenzione e gli interventi di
prevenzione, giocano un ruolo principale nella prevenzione dell?angoscia nella popolazione.30
53. Un altro studio ha esaminato quattro fattori protettivi (le connessioni familiari,
l?attenzione dell?insegnante, le attenzioni di altri adulti e la sicurezza scolastica) e la loro
associazione con l?ideazione del suicidio e i tentativi di suicidio tra adolescenti che hanno
avuto esperienze con persone del loro stesso sesso.

Molte indagini hanno documentato l?ostile ambiente sociale con cui loro si
interfacciano ? sia in famiglia, a scuola, nei gruppi di coetanei, nelle istituzioni
religiose, o più ampiamente nella società
? Una ricerca dettagliata ha dimostrato che un ambiente sociale che esclude e denigra i
giovani LGBT è causa per molti di loro di scegliere il suicidio come via di fuga dalla
depressione, dall?isolamento e dalla disperazione
58. Laddove i governi e le autorità per l?istruzione prendano specifiche iniziative per
affrontare l?esclusione e la discriminazione subita dai giovani LGBT, possono essere
raggiunti sostanziali miglioramenti nel loro ambiente sociale.

La chiave per eliminare la tragedia dei suicidi tra i giovani LGBT non è pertanto una
questione di come farlo né di come trovare le risorse, ma una questione di volontà politica:
l?attuazione delle misure proposte potrebbe essere opposta appunto da quei gruppi sociali, da
quelle istituzioni e da quegli individui la cui ostilità verso le persone LGBT contribuisce ad
un ambiente che denigra ed esclude in primo luogo i giovani LGBT.
61. La sensibilizzazione e l?educazione all?azione contro omofobia, bifobia e transfobia,
inclusa la sensibilizzazione sul potenziale costo dell?emarginazione, della denigrazione e della
discriminazione nei confronti dei giovani LGBT, sarà quindi essenziale per avere successo >>.

Consiglio comunque la lettura completa della ricerca.

Per capire qualcosa di più sull’omofobia vi segnalo la lettura tematica di questi siti: ipsico.org, con particolare attenzione alla voce omofobia interiorizzata, ovvero l’autoomofobia dei cittadini gay, lesbiche, transgender e bisessuali.

Interessante anche questo riassunto che presenta in generale una panoramica del mondo omoaffettivo: l’mofobia, la paura degli altri e di noi stessi

Da notare lo scempio omocensura che hanno subito gli anime giapponesi di ispirazione manga, nel sito gay.it  si trova una curiosa vecchia discussione riguardo alla censura che una certa forma d’arte può subire per via di un puritanesimo ipocrita. Personalmente, le forme implicite di omoaffettività dei cartoon anni ’80/’90 non ricordo che mi hanno traumatizzata, confusa o scandalizzata, quando si è bambini quelle forme di sovrastruttura di cui ho argomentato sopra non si hanno e certe cose le si vivono per come sono perchè, semplicemente, sono.

…e per una delucidazione riguardo alla questione dell’omofobia in Europa, qui la Risoluzione del Parlamento Europeo.

17 maggio 2009: biciincittà e giornata mondiale contro l’omofobia

A Bari il 17 maggio ’09 alle h 10:00 al parco 2 giugno ingresso principale si terrà, come in molte altre città italiane, la manifestazione ciclistica Biciincittà, casualmente quest’anno la mainifestazione si è trovata in coincidenza con la giornata mondiale per la lotta contro l’omofobia e, in funzione di questo doppio valore che queste giornate implicano, ho invitato gli amici di facebook a partecipare a Biciincittà con una consapevolezza ulteriore riguardo alle lotte dei movimenti LGBT. Conoscere, sapere, essere informati sui bisogni, le esigenze e soprattutto le privazioni e le discriminazioni di una buona fetta della cittadinanaza italiana aiuta ad essere cittadini migliori in tutti i sensi. Il carico esperenziale e valoriale in questo senso si allarga.  Il termine ecologia dalla radice etimologica greca oikos che vuol dire casa, abitazione, ambiente e logia ovvero studio, significa appunto conoscenza della casa, del luogo di abitazione non solo in senso puramente letterale, o solo nel senso naturalistico, ma anche come conoscenza della casa intesa come io personale. Bob Marley diceva che la sua casa è la mente, e aveva ragione. La cura del sè è conoscenza di sè e ciò significa, di conseguenza, conoscenza del mondo di cui si è partecipi e artefici. Il mio invito, quindi, non è quello di farci protagonisti di una manifestazione plateale, bensì quello di acquisire una nuova consapevolezza ecologica che ci chiama alla responsabilità verso il vivente in forma totale. Il mio invito infatti è rivolto alla coscienza del Singolo!

Per partecipare all’evento potete iscrivervi presso questi punti vendita di Bari:
– UISP via m. amoruso, 2 tel 0805615657
– BAR AUSTRALIA via giovanni XXIII, 15
– DECATHLON vl. de blasio, 1
– FANTASTICO LO SPORT via melo, 45 :: via sparano, 160
– FERRANDES p.zza a. moro, 53
– KICK BACK vl. unità d’italia, 29
– MAGARELLI SPORT
– MANNARINI CICLI
– PASTICCERIA MORISCO
– S.G. ANGIULLI
– XSOLE CENTRO ESTETICO

Per saperne di più sulla giornata mondiale per la lotta contro l’omofobia:

http://www.intollerantianonimi.it/

rispettivi eventi locali per la giornata contro l’omofobia:

http://www.arcigay.it/comitati-arcigay-per-giornata-contro-omofobia-2009

sito dell’ Unione Italiana Sport per Tutti che organizza annualmente biciincittà:

http://www.uisp.it/nazionale/index.php?contentId=229

10 maggio ’09 serata Ivan Graziani, 11 e 12 maggio ’09 omosessualità e religione con don Franco Barbero

Serata dal vivo per Ivan Graziani: Domenica 10 maggio dalle ore 21 alla Vecchia Taverna del Maltese, quella in via Netti 34 a Bari, il Club della Canzone d’Autore Città di Bari ricorderà la figura del cantautore Ivan Graziani, scomparso nel 1997 a soli 51 anni, dopo averci lasciato canzoni indimenticabili come “Agnese”, “Paolina”, “Firenze, canzone triste” e “Lugano addio”. Sul palco sarà Beppe Cordaro a interpretare le sue canzoni. Alcuni video e altri ricordi accompagneranno le canzoni di Ivan. L’ingresso è libero, ma è gradito un contributo anche minimo e assolutamente libero per la copertura delle spese…

Doppio evento, lunedì 11 maggio e martedì 12 maggio 2009 alle ore 18:00 presso il cinema Splendor in via Buccari 24 Bari:

SPIRITUALITA’: OMOSESSUALITA’ E RELIGIONE con don Franco Barbero

“Non sono le differenze che ci dividono
È la nostra incapacità
di riconoscere, accettare e celebrare
tali differenze”
Audre Lorde
Una voce dissonante rispetto alla questione della presunta incompatibilità tra omosessualità e fede , quella di Don Franco Barbero , ex sacerdote della comunità di base di Pinerolo, dimesso dallo stato clericale nel 2003 e autore del libro “Omosessualità e Vangelo. Franco Barbero risponde”.
La nostra iniziativa , articolata in due giorni , ha come scopo la costruzione di uno spazio di dibattito e di mutuo confronto sul tema dell’infondata stigmatizzazione dell’omosessualità da parte delle alte cariche della Chiesa Cattolica , prendendo in considerazione il Vangelo , in cui non pare esserci alcuna condanna nei confronti dell’omosessualità.
L’iniziativa oltre a presentare il libro di Franco Barbero lo coinvolgerà in un attivo confronto con il pubblico e con le realtà associative che vi hanno aderito .
Lo scopo è quello di indurre i presenti ad una partecipazione come cittadinanza attiva pronta al confronto e allo scambio di informazioni. A tal proposito è previsto un momento di dibattito – confronto anche con scolaresche per sottolineare l’urgenza di comunicare con una fascia di età sensibile , spesso plagiata su questo tema dai discorsi clericali e istituzionali che incentivano forme di omofobia .
Un ulteriore spazio a disposizione delle scolaresche è costituito dalla cosiddetta Biblioteca Vivente , in cui i singoli o i gruppi potranno scegliere un libro vivente /persona che si racconterà e risponderà alle domande del “lettore” , in modo tale da eliminare il pregiudizio di quest’ ultimo attraverso un dialogo – confronto costruttivo.
L’iniziativa risponderà ai dubbi e alle perplessità di chi vede la fede e l’omosessualità come due realtà parallele e contraddittorie . Si intende infatti far luce su quelli che sono i vuoti dogmatismi del Vaticano circa l’omosessualità vista in prospettiva antitetica rispetto a qualsiasi forma di spiritualità.
Faremo ciò all’insegna non di un polemico anticlericalismo fine a se stesso ma basandoci su esperienze di vita vissuta , di problematiche complesse e di realtà ambivalenti rappresentate egregiamente dagli inesauribili spunti dell’opera di Barbero ,al quale sin da ora porgiamo il nostro piu’ sentito grazie per la sua sensibilità e gratitudine come associate dell’Associazione Arcilesbica Mediterranea Bari e come cittadine baresi per la possibilità di presentare un cosi’ grande momento culturale.

Martedì 12 maggio – pomeriggio.o Vittorio Emanuele, nei pressi di P.zza Garibaldi

h.18.00  Avvio lavori
h.18.15  Proiezione Video sul tema dell’omofobia

h 19.00  Dibattito pubblico
h.20.00  Biblioteca vivente
h.21.00  Chiusura, saluti e ringraziamenti

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