Un anno nel movimento grillino e un video per voi

Verso la fine di agosto “compirò” un anno di attività grillina, ovvero un anno dalla mia partecipazione al movimento grillino dei meetup. Forse una riflessione, per quanto breve e semplice che sia, è giusto effettuare in proposito.

Come tutte le cose umane anche il grillismo e/o igrillini hanno pregi e difetti. Quel che maggiormente ha contraddistinto il movimento in sè è stata proprio la critica al sistema politico attuale, alle caste costituite dai poteri che contano e agli intrallazzi di ogni tipo. Il grillismo, come movimento ispirato pulsionalmente da Beppe Grillo però è, in quanto tale, solo un movimento culturale che, come ogni movimento che si rispetti, è la fucina di nuove idee, nuove realtà, brevemente, nuove forze sociali che sono storicamente in cammino e che fanno, poi, la storia di una nazione.

Ma non è del movimento in senso generale che qui voglio scrivere, bensì dello spirito del senso politico-sociale che caratterizza lo stesso. Mi chiedo: che tipo di uomo, o di personalità di cittadino propone il movimento? Vi sono molte cose buone che il grillismo è riusciuto a promuovere come ad esempio l’attenzione ai problemi ecologici, l’attenzione verso la giustizia, i problemi seri che la mala informazione comporta, la corruzione e tanti altri. Insomma gli esempi potrebbero continuare, ma qui semplicemente mi chiedo: su quali fondamenta si vogliono costruire nuovi valori? Su quelli esclusivamente razionali, sul moralismo (razionale), sulla superficilità delle conoscenze tratte via web? Sono questi i nuovi metodi? Oggi siamo in un tempo dove si crede che la cultura sia quella del saper rispondere ai quiz televisivi, la cultura di informazione temporanea sta scardinando la cultura scientifica (intesa come metodo e non in senso strettamente disciplinare), ma questo tipo di cultura fa acqua da tutte le parti.

Il grillismo, i grillini, non possono proporre un razionalismo materiale, quasi a riproporre un nuovo positivismo, come la base delle iniziative, delle idee e soprattutto della morale postmoderna. La nuova società, di cui il movimento dovrebbe essere promotore, non può essere autoreferenziale, ma transumanante, è il ritorno alla spiritualità ciò che dovrebbe fondare soprattutto quella voglia di aggregazione e di politica che è presente nel movimento. Molto più semplicemente, il senso del rispetto che sia riferito allo Stato, alla persona, al lavoratore ecc. è qualcosa che a priori dovrebbe essere fondato. Non è la convenzione che garantisce il rispetto perchè oggi mi conviene fare accordi o avere utilmente a che fare con una persona o un gruppo, ma domani può convenirmi avere a che fare con un’altra persona o un altro gruppo. La convenzione è puramente aleatoria perchè radicalmente provvisoria in quanto socialmente opportunistica. Ora, rifondare una società su valori positivi autoreferenziali, come alcuni personaggi in cerca di fama pretendono di fare, sarebbe come ricommettere lo stesso errore del secolo scorso. C’è bisogno di un ritorno, anzi di un ritrovo della spiritualità, della consapevolezza della coscienza che supera la denigrante cultura materialistica e opportunistica delle convenzioni. Fino a quando in primis l’essere umano non ritroverà la via della sua origine ontologica, della sua profondità spirituale, non riuscirà nemmeno a intravvedere un barlume di civiltà accettabile su questa terra.

Concludo questa mia riflessione con un verso di Dante della Divina commedia:

<< fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza >>

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