“IL CORPO DELLE DONNE” film documentario completo

Genere: Documentario

Durata: 24″

Di: Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi, Cesare Cantù

Questo film documentario non è un’accusa nei confronti degli uomini, bensì un’autocritica delle donne. In realtà non è il corpo delle donne ad essere violato, ma l’identità, l’autenticità della donna stessa. Un documentario che procede con una chiarezza disarmante e conclude con una domanda esplicita quanto pungente; ognuna, nel propio intimo, provi a rispondersi e a dare seguito, in ogni modo, ad uno spunto di criticità che può e deve insorgere al di là di ogni moda.

Annunci

La donna lumaca – Rosaria Iodice – Feltrinelli Bari

La_donna_lumaca_50bf750ad961e

Qui mi chiamano Nanda è il nome che mi sono inventata quando quel giorno alla stazione mi chiesero i documenti che non avevo. Finsi di aver perso la memoria, inventai una storia assurda, perchè non volevo che riannodassero il filo che avevo spezzato molti anni prima

Un libro sulle donne e il pregiudizio in 60 anni di storia italiana. Pagine di emozioni….
Lunedì 11 marzo 2013 h 18:30 La Feltrinelli, via Melo, Bari. La donna lumaca” Lupo editore di Rosaria Iodice
Sarà presente l’autrice, presenta Nica Ruggiero giornalista. Ingresso libero.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 25 novembre 2011

Una serie di eventi per la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne. Di seguito il comunicato stampa: Continua a leggere

Il Liocorno presenta: Water un film di Deepa Mehta sulle donne schiacciate dalla religione e dai dogmi sociali

Il Liocorno presenta l’ultima serata per sole donne prima della chiusura estiva. L’occasione per stare insieme ci verrà data dal magnifico film diretto da Deepa MehtaWater”. Continua a leggere

Il Liocorno presenta: Afra di Luisa Ruggio

Rosaria Iodice presenta Luisa Ruggio e il suo primo successo editoriale Afra (Besa editrice) Continua a leggere

I giovani stanno male – compagni di scuola

I ragazzi, nei giorni scorsi, hanno continuato a contestare la riforma Gelmini. Avendo vissuto da vicino le contestazioni studentesche (documentate dalle riprese da me realizzate – vedi canale YouTube), ormai, per adesso, aggiungere altro mi sembra inutile, anche perché la mia opinione del tutto, bene o male, l’ho già espressa in un altro post. Sono solo sempre più consapevole del decadimento della scuola pubblica italiana, ma soprattutto dei tagli realizzati nell’ambito della ricerca. Insomma, l’istruzione e la cultura, in Italia, sono l’ambito tra i più sviliti (il caso di Pompei). Ho un senso di paura e di profonda tristezza nei confronti degli italiani di domani, di quelle che sono le generazioni attuali e gli uomini e le donne del futuro, i cittadini. Rivisitando le parole di Galimberti, questo pensiero è per i giovani perché i giovani stanno male. Il futuro è sempre più incerto, le idee sono più confuse: com’è difficile essere giovani, oggi, soprattutto se sei italiano!

Questa canzone che ho postato è una canzone per noi, per non dimenticare la musica che abbiamo dentro, la voglia di reagire anche vivendo la nostra quotidianità. Questa canzone è per noi che non dobbiamo arrenderci ai tiranni, piccoli o grandi, per noi che vorremmo una vita semplice e più clemente, ma invece…

Il triangolo nero e il triangolo rosa – i triangoli della discriminazione – Paragraph 175

I rispettivi triangoli nero e rosa sono, oggi, i simboli della discriminazione sociale e sessuale delle donne e degli uomini omosessuali nell’epoca nazista. Il 27 gennaio è la giornata della memoria, è la giornata dedicata al ricordo di quello che è stato l’orrore più sistematico nella storia dell’umanità: l’Olocausto. Ancora oggi, però, pochi sanno che, oltre agli ebrei, zingari, avversari politici, furono perseguitati e deportati nei campi di concentramento anche molti omosessuali, questi ultimi vennero distinti tra omosessuali uomini e omosessuali donne. L’omosessualità maschile fu vista come un fenomeno ancora più grave rispetto all’omosessualità femminile in quanto i primi, oltre ad avere l’obbligo di far proseguire la razza ariana, costituivano un motivo di vergogna per la stessa e una vera minaccia per la gioventù del “nuovo popolo” che si affermava. Le donne, invece, che erano già considerate inferiori, furono, per dir così, più tollerate ideologicamente, ma non nei fatti, perchè la loro omosessualità non impediva comunque la procreazione e, quindi, la discendenza della razza stessa. Si verificò così una discriminazione nella discriminazione. Possiamo notare la violenza psico-fisica che subivano queste donne, in quanto garanzia di sopravvivenza era il matrimonio ovviamente eterosessuale. I gay, invece, non avevano scampo in quanto l’omosessualità non garantiva la procreazione e l’ottica in cui li si vedeva era quella di una sessualità finalizzata al solo piacere egoistico. In tutto ciò possiamo notare il totale annullamento della Persona in quanto tale. L’individuo, nell’epoca nazista, non era considerato, ma la sua importanza era in rapporto al suo essere parte di un tutto omogeneo conformato fino all’estremo. La persona, con i suoi affetti, pensieri, sentimenti, è annullata in nome dell’ideologia e della mera riproduzione demografica della razza considerata pura. Quello che oggi mi fa rabbrividire è notare le analogie delle motivazioni di allora con le motivazioni di adesso portate avanti da alcuni politici italiani e dalla chiesa stessa. Per farvi comprendere a pieno vi riporto un brano del Paragrafo 175 della legge nazista contro gli omosessuali e potremo notare che non ci sono tante differenze tra alcune “affermazioni” di allora e le affermazioni di oggi: Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: