La terra di nessuno

Ho difficoltà a scrivere dopo tanto tempo nel mio blog, avrei potuto aggiornarlo quando volevo perchè di eventi a cui ho partecipato ce ne sono stati. Un po’ per imbarazzo soprattutto nei confronti di chi, nonostante non aggiornassi il blog da tanto, continua a visitarlo, sento quasi di scusarmi, ma a questo punto mi chiedo: forse qualcosa di interessante l’avrò scritta per ricevere visite nonostante la mia latitanza. So solo, adesso, che la voglia di aggiornarlo c’è perchè per quanto possiamo fare gli snob rigiuardo a certe forme di comunicazione come quella che viene posta da internet, questa forma è la sola diretta, nel bene e nel male, che abbiamo, almeno in Italia. Intendo semplicemente dire che la comunicazione attraverso i più diffusi mezzi di comunicazione come la radio e la televisone, soprattutto quest’ultima, ormai sono compromesse dai filtri del potere delle caste.

La mia assenza dal blog lascia chiaramente intendere un periodo non felice che sto attraversando, ora, non è questo il luogo per raccontare questioni personali, ma credo sia questo uno dei luoghi per incanalare le energie che si voglio ritrovare vivificando l’interesse e, magari, ritrovando se stessi in quel che si amava, in quel che ci appassionava, in quel che ci rendeva soddisfatti. Sto cambiando, questo transito è doloroso, un processo di trasformazione di energia sta avvenendo in me, sto cercando di capire cosa voglio portarmi e cosa devo lasciare, sto cercando di comprendere che forma devo ancora assumere. Vivo l’entusiasmo e la vertigine del cambiamento, ma anche la paura e soprattutto la milinconia di poter lasciare quello che è stato, fino a poco fa, la mia forza, la risorsa, la mia isola felice. Vertigine del sublime direbbe Kant, ma qui non so quanto c’entri effettivamente l’estetica.

Sono in questa terra di nessuno e sto provando a ritrovare la persona che ero per rinnovarla, per rigenerarla, per farla rinascere come la fenice rinasce dalle ceneri.

Vi inserisco qui un breve filmato che ho girato con un amico, anche se risulta evidente l’imbarazzo che ho per la ripresa. Questo filmato l’ho girato nell’agosto 2009 in occasione del raggiungimento della vetta del monte jouf a Maniago in provincia di Pordenone (Friuli). Vorrei ritrovare quell’entusiasmo e quello stupore che mi coglievano durante la salita, durante la fatica, la soddisfazione non tanto per il raggiungimento della vetta, ma per la scarica di adrenalina che caratterizza la sfida, il dolore della fatica e il rapimento che la natura comporta per la sua staordinaria bellezza. Ho voglia di rivedere il mondo con gli occhi della meraviglia di un bimbo come sapevo fare e come in realtà sono. Ho desiderio di tornare alla vita!

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