Pop Art – Andy Warhol

Con molta sincerità ammetto che considerare arte l’arte popolare, come la intende la Pop art, lo trovo strano più che stravagante. Nel caso della pop art di Andy Warhol l’oggetto comune si fa opera  d’arte e stravolge quella che dovrebbe essere la caratteristica principale dell’arte vera e propria, ovvero l’opera che proviene da un atto d’intuizione che si crea nell’istante e durante tutto il tempo della sua realizzazione, invece nella pop art, a quanto pare, quest’atto stesso viene, appunto, stravolto. Questo genere, infatti, è l’elogio dell’appariscenza, o dell’estetica del seriale, del prodotto di massa, e, a mio avviso, la sconfitta dell’intuizione artistica in quanto tale, anche se non è, comunque, la negazione della creatività. Persino il prodotto seriale implica, soprattutto per chi ne deve elaborare il suo lancio nel mercato, un atto che necessita quell’attrativa fondamentale che porta all’accrescimento di interesse verso il prodotto stesso. Effettivamente, Andy Warhol, a quanto pare, era il primo a stupirsi del fatto che i suoi lavori avessero un prestigio tale da poter essere venduti all’asta a prezzi elevati.

Alla Fiera del Levante di Bari (Puglia) del 2010, dall’11 al 19 settembre, sono state esposte 21 opere di Andy Warhol, opere che vanno da barattoli firmati, a foto, a serigrafie. Di seguito ho fotografato quelle che più mi hanno colpita, in particolar modo questa serigrafia di fiori: dal vivo il colpo d’occhio è suggestivo, i colori sono in rilievo, sembrano fuoriuscire dal manifesto stesso, se non ricordo male ve ne sono 100 copie firmate di quest’opera. Più sotto, l’inconfondibile campione nello sport e nella vita Mhoamed Alì e infine un olio su tela di Liza Minnelli.

Comunicato stampa per la manifestazione nazionale UGUALI del 10 ottobre 2009 e notizie del testo base sulla proposta di legge contro l’omofobia

L’Italia si muove per l’uguaglianza

Assicurata la presenza dei gonfaloni di alcune città. Decine di bus da oltre 15 città italiane. Importanti adesioni alla manifestazione nazionale del 10 ottobre UGUALI

È partita la mobilitazione civile per la partecipazione alla manifestazione nazionale del 10 ottobre a Roma, indetta dal movimento lesbico, gay, bisessuale e transgender italiano per rispondere alla violenza che colpisce le persone LGBT, i migranti, le donne e altri soggetti sociali ritenuti deboli con la rivendicazione di uguali diritti e doveri, pari dignità, riconoscimento giuridico di tutti gli amori, di tutte le famiglie.

“Le istituzioni territoriali seguano l’esempio dei Comuni di Firenze, Livorno e Udine che hanno già assicurato la presenza alla manifestazione con il gonfalone della loro città” – dichiara la portavoce Fabianna Tozzi – “ Solo così potremmo costruire una rete tra persone e istituzioni per creare un’Italia che agisce per un vero cambiamento di cultura delle differenze e convivenza civile.”

In questi giorni sono arrivate le adesioni e il sostegno alla piattaforma politica della manifestazione da parte di numerose associazioni, sindacati ed esponenti politici, tra cui la CGIL nazionale, l’Arci e l’Associazione nazionale Partigiani d’Italia. Inoltre da più di 15 città, da Torino a Palermo, da Trieste a Napoli, si stanno organizzando decine di autobus per favorire la partecipazione di tutti i cittadine e le cittadini che pretendono interventi legislativi contro l’omofobia e la transfobia, e rivendicano il principio di uguaglianza che deve impegnare le istituzioni ad agire per la parità di diritti nel riconoscimento pubblico di tutte le relazioni e nel creare interventi informativi e culturali, a partire dalla scuola.

Facciamo appello tutta la società civile che ha a cuore i diritti e l’uguaglianza ad aderire, supportare e partecipare ad un evento che riporta al centro della discussione sociale e politica, le persone con i loro bisogni e la loro richiesta di uguaglianza.

Uguali – Comitato Promotore Manifestazione Nazionale Roma  10 ottobre 2009

Il sito: http://uguali.wordpress.com/ 

 

Roma, 2 ott. (Apcom) – “Oggi in commissione Giustizia della Camera è stato approvato, con i volti di Pd, Pdl e Lega, il testo base della legge contro l’omofobia. Contrari Idv e Udc. Il testo è frutto del lavoro di un anno in commissione, della consapevolezza e della necessità di arrivare ad una condivisione la più ampia possibile, per una legge come quella contro l’omofobia, che rappresenta un primo passo importante per il nostro paese e per gli omosessuali e i transessuali italiani. Il testo, infatti, nella dicitura ‘orientamento o discriminazione sessuale’ comprende anche i reati contro le persone transessuali”. Lo dichiara in una nota Anna Paola Concia, deputata del Pd.

“Dispiace – prosegue – che l’Idv non abbia voluto condividere l’adozione del testo base. Io, come relatrice, avrei voluto un altro testo, infatti avevo presentato l’estensione della legge Manicno. Ma la necessità di rompere il muro del pregiudizio e della discriminazione è più importante degli interessi personali e della propaganda politica. Idv e Udc, con il loro voto contrario, dimostrano di essere i più conservatori del Parlamento”.

“Gli omosessuali e i transessuali italiani, me compresa, sono stanchi delle belle parole e del benaltrismo. Nei prossimi giorni – ha concluso Concia – con la presentazione degli emendamenti, il testo potrà essere migliorato per arrivare in Aula il 12 ottobre”.

Giuseppina La Delfa (presidente famiglie arcobaleno): CAMBIARE

Un comunicato-dichiarazione di Giuseppina La Delfa presidente dell’associazione famiglie arcobaleno. La trovo, soprattutto, una positiva dichiarazione di intenti.

Aurelio Mancuso ha intitolato il suo intervento su facebook “ricominciare” e io aggiungo “cambiando”.

Il Pride di Genova è stato per me un Pride magnifico e mi ha chiarito in modo definitivo l’importanza dei Pride nazionali itineranti.
I Pride, ormai l’abbiamo capito tutti quanti, non servono a smuovere la politica alta, servono a cambiare la relazione tra la gente, tra una città, una provincia e tutta la comunità lgbtq.
Questo è avvenuto a Genova, come era avvenuto a Torino e a Bari e anche a Milano.
Da Bologna invece siamo tornati tutti un po’ tristi come se i bolognesi ci avessero visto fin troppo e non erano disposti a rinunciare alla siesta per salutarci. E’ anche vero che Bologna ha cambiato il su rapporto alla comunità già da molto tempo, e ciò dimostra ancora una volta come è importante la scelta della città per l’organizzazione del Pride nazionale.
Genova invece è stata una scelta vincente malgrado i dubbi e le polemiche. Il successo di sabato 27 lo dobbiamo innanzi tutto al Comitato Genova Pride che da 9 mesi ha lavorato instancabilmente per collegare la città a questo evento. E c’è riuscito e per questo, noi tutti vi ringraziamo. Avete fatto un lavoro straordinario. So che eravate in pochi e so che avete lavorato senza tregua per la riuscita della nostra grande festa. Siete riusciti a avvicinare la gente alle nostre problematiche, e avete cambiato per sempre il loro sguardo su di noi.
La città era addobbata con le bandiere arcobaleno e svolazzavano ovunque : nel centro storico, nei bar e ristoranti sul porto, in mano ai ragazzi e alle ragazze. E’ stato bello vedere i nostri corpi e i nostri colori riempire la città.

Un altro ringraziamneto va a tutti quelli che avendo già partecipato al pride di Roma, hanno fatto doppia spesa e doppio sforzo per essere anche a Genova.

Io sogno un Pride nazionale itinerante importante che abbia lo scopo principale e fondamentale di avvicinare la gente a noi, che le città prescelte siano quelle più difficili, quelle più chiuse, quelle dove la gente comune continua a non volerci vedere, dove fa fatica a dire le parole, a pronunciarle, a capire semplicemente che siamo parte di loro.

Ma io sogno anche una MANIFESTAZIONE NON FESTOSA, rivolta questa volta alle istituzioni, da farsi a Roma, senza carri, senza musica, una manifestazione di gente arrabbiata e stanca che chiede con forza e tanti slogan e immagini incisive di essere ascoltata.
Una manifestazione di tutto il Movimento unito per l’uguaglianza totale, dove, tutti coinvolti, cambiamo le carte in tavola e non chiediamo più che ci vedano soltanto ma chiediamo che ci guardino e ci ascoltino.

Sogno una manifestazione nazionale immensa con centinaia di migliaia di persone senza brillanti e senza colori, vestite come tutti i giorni, con le bandiere del movimento a lutto per i torti e le torture che subiamo, per i morti e le offese fisiche e gli insulti, per la negazione della nostra dignità di persone, di coppie, di genitori, sogno una manifestazione cupa, fatta di gente che non ne può più di chiedere.

Io sono convinta che siamo pronti, adesso. Sono convinta che il movimento unito può farlo, sono convinta che una manifestazione che non sia una festa possa, per contrasto, avere una grande potenza mediatica e fare davvero pressione sull’opinione pubblica.

Pensiamoci, riflettiamoci, troviamo modi e idee forti.

E poi, comunque, torniamo a fare la festa che ci da tanta forza, energia, potenza.

Giuseppina La Delfa

www.famigliearcobaleno.org

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… si commenta da solo

Incontro-discussione del libro: Masculinities, identità maschili e appartenenze culturali, Pedalata ecologica e Mercatino del baratto: Barat-arte

Martedì 26 maggio 2009 dalle 19:00  presso la nuova taverna del maltesa via Nicolai:

MASCULINITIES, IDENTITA’ MASCHILI E APPARTENENZE CULTURALI 

Recitare la parte del maschio.
Identificazione, finzione, impostura o parodia?

Presentazione del libro

Masculinities.
Identità maschili e appartenenze culturali
a cura di David Buchbinder e Susan Petrilli, Mimesis, Milano 2009
Interverrà Augusto Ponzio, prof. di Filosofia del linguaggio nell’ Università di Bari

 

Sabato 30 maggio 2009 PEDALATA ECOLOGICA

comunicato dell’evento del gruppo “Mobilità sostenibile a Bari? Mettiamoci sulla buona strada! art. 230” (ex festa del respiro):

Siamo molto orgogliosi di essere stati convocati a partecipare alla Pedalata Ecologica organizzata dall’Ipercoop il giorno 30 maggio 2009 alle ore 10.00. La Pedalata Ecologica rientra nel progetto DIFFERENZIAMOCI e vede la partecipazione in contemporanea dei centri commerciali Mongolfiera pugliesi, Molfetta esclusa.
Ruotalibera e il gruppo della Festa del Respiro, insieme a tutti gli altri ciclisti volenterosi che vorranno partecipare all’inziativa, partiranno dai due ipermercati cittadini – Japigia e Santa Caterina – per incontrarsi a metà della pista ciclabile e da lì spostarsi verso la vicina Caserma dei Pompieri nei cui pressi saranno piantati degli alberelli in una zona già individuata e opportunamente approntata.
Quindi vi invitiamo a essere dei nostri e partecipare a questa lodevole iniziativa che unisce in un solo evento mobilità sostenibile e spirito ecologico!
http://cc.thekom.it/upload/locandine/cc-mon-japigia1482.pdf
Cliccando su questo link sarete indirizzati alla locandina con il percorso per chi intende partire dall’ipercoop di Japiga, mentre cliccando su quest’altro link
http://cc.thekom.it/upload/locandine/cc-mon-scaterina1483.pdf
potrete vedere il percoso da effettuare partendo da Santa Caterina. Lungo il percorso saremo scortati da pattuglie di Vigili Urbani e ogni partecipante riceverà un cappellino al momento della partenza.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI SABATO MATTINA!

 

Domenica 31 maggio 2009 dalle 10:30 alle 13:00 presso la ludotega del parco 2 giugno a Bari MERCATINO DEL BARATTO dal tema: BARAT-ARTE

In questa occasione gli amici del mercatino mostreranno come un semplice materiale di scarto può essere riciclato per un utilizzo creativo dello stesso. Non mancate!

Giù le mani dalla rete

Credevo che con la proposta di legge Levi-Prodi si fosse toccato il fondo, ma a quanto pare gli abomini della casta non hanno limiti. Vi copio e incollo il testo di un gruppo pro free blogger di facebook:

L’attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.

Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico(http://punto-informatico.it/). Fate girare questa notizia il più possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E’ in gioco davvero la democrazia!

Essere per la morte (chi ha orecchie per intendere intenda)

Mi è davvero difficile contestualizzare qui, in un blog, quello che vorrei esprimere più col non detto che col detto, più, come si dice metaforicamente, con quel che si lascia nella penna che con quel che si scrive. Ma ci voglio provare, voglio tentare di dire non dicendo.

Nella vita ci sono spesso bivi che implicano dualità nelle strade che si intraprendono, ogni strada intrapresa, ovviamente, è anche rinuncia di un’altra strada, ma chi ha quelle essenziali basi di sapienza ontologica sa bene che non è drasticamente così, in forma differente portiamo in noi la strada perduta. Ma adesso non è questo il punto. Il percorso intellettuale, emotivo, che potremmo definire ora affettivo, nel senso etimologico di ciò che ci tocca, è un percorso totalizzante, tutta la personalità ne viene coinvolta, ma l’essere del proprio io è qualcosa che muta, che cambia, è un essere che cambia i suoi stadi intrinseci. Il punto è questo. Essere arrivati in una fase dove si deve scegliere, appunto al bivio, è una strada presa che implica la responsabilità dignitosa di accogliere e fronteggiare la scelta fatta. In questo momento in cui mi trovo adesso, dopo la laurea, non c’è nulla di sicuro, nulla di certo, ma solo la vertigine  della scoperta che ha come suo contrappeso il rischio. Il “Maestro francese” Henri Bergson sosteneva giustamente che i successi più grandi sono ottenuti da coloro che si assumono il rischio maggiore. Osare sarà il verbo motore intrinseco dell’agire, il “muovente” di ogni scelta incomprensibile e apparentemente inutile agli occhi del senso comune. L’essere, però, non conosce giustificazione per la rinuncia al rinnovo di se stesso, come non conosce giudizio altrui, è essere senza soggezione. Ed è questo che ho intenzione di vivere, l’essere senza soggezione anche se le mie scelte di vita sono incomprensibili, ingiustificabili e controproducenti alla logica del senso comune che è poi la logica delle convenzionali abitudini culturali stabilite da una civiltà. E’ chiaro che non mi riferisco a violazioni di leggi o atti portati a procurare danno altrui, bensì atti, al contrario, rivolti a procurare benessere mio e di conseguenza altrui. Un io in pace col mondo-essere non può che donare pace al mondo “nonostante il mondo”. Non ho mai fatto mistero della mia fede cristiana, il Vangelo mi insegna il coraggio e la fiducia nel rimanere nella tempesta salda nei miei princìpi perchè aderente all’essere e, quindi, alla grammatica di Cristo, come direbbe Vito Mancuso. Ed ora, infatti, ho scelto la tempesta nella Fede.

<< Chi avrà trovato la sua vita, la perderà; e chi avrà perduto la sua vita a causa mia, la ritroverà >> (Matteo 10 – 39).

 

Bari, 5 maggio 2009

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