Tutti Diversamente Uguali

L’Associazione Culturale In Comune presenta:

Tutti diversamente uguali è il titolo di uno dei brani del nuovo album ‘come trascinate dal vento’ del giovane compositore casamassimese Stefano Ottomano. Continua a leggere

17 maggio: Giornata Mondiale per la lotta contro l’Omofobia

Le associazi17 maggio 2011oni GLBTQ e femministe Arcilesbica Mediterranea Bari, Arcigay Bari, Cime di Queer, Undesiderioincomune, Clitor(i)dee collettivo femminista, collettivo Kasamatta Disobbediente, KéBari quest’anno celebrano unite la giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. Continua a leggere

Il triangolo nero e il triangolo rosa – i triangoli della discriminazione – Paragraph 175

I rispettivi triangoli nero e rosa sono, oggi, i simboli della discriminazione sociale e sessuale delle donne e degli uomini omosessuali nell’epoca nazista. Il 27 gennaio è la giornata della memoria, è la giornata dedicata al ricordo di quello che è stato l’orrore più sistematico nella storia dell’umanità: l’Olocausto. Ancora oggi, però, pochi sanno che, oltre agli ebrei, zingari, avversari politici, furono perseguitati e deportati nei campi di concentramento anche molti omosessuali, questi ultimi vennero distinti tra omosessuali uomini e omosessuali donne. L’omosessualità maschile fu vista come un fenomeno ancora più grave rispetto all’omosessualità femminile in quanto i primi, oltre ad avere l’obbligo di far proseguire la razza ariana, costituivano un motivo di vergogna per la stessa e una vera minaccia per la gioventù del “nuovo popolo” che si affermava. Le donne, invece, che erano già considerate inferiori, furono, per dir così, più tollerate ideologicamente, ma non nei fatti, perchè la loro omosessualità non impediva comunque la procreazione e, quindi, la discendenza della razza stessa. Si verificò così una discriminazione nella discriminazione. Possiamo notare la violenza psico-fisica che subivano queste donne, in quanto garanzia di sopravvivenza era il matrimonio ovviamente eterosessuale. I gay, invece, non avevano scampo in quanto l’omosessualità non garantiva la procreazione e l’ottica in cui li si vedeva era quella di una sessualità finalizzata al solo piacere egoistico. In tutto ciò possiamo notare il totale annullamento della Persona in quanto tale. L’individuo, nell’epoca nazista, non era considerato, ma la sua importanza era in rapporto al suo essere parte di un tutto omogeneo conformato fino all’estremo. La persona, con i suoi affetti, pensieri, sentimenti, è annullata in nome dell’ideologia e della mera riproduzione demografica della razza considerata pura. Quello che oggi mi fa rabbrividire è notare le analogie delle motivazioni di allora con le motivazioni di adesso portate avanti da alcuni politici italiani e dalla chiesa stessa. Per farvi comprendere a pieno vi riporto un brano del Paragrafo 175 della legge nazista contro gli omosessuali e potremo notare che non ci sono tante differenze tra alcune “affermazioni” di allora e le affermazioni di oggi: Continua a leggere

Pomeriggio Culturale con Arcilesbica Mediterranea Bari, “Kè Bari” e AGEDO Puglia

Domenica 16 Maggio, dalle ore 18:00
Bari, Via Venezia – spiazzale antistante il Fortino

In occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia e la transfobia le associazioni: AGEDO, ARCILESBICA MEDITERRANEA BARI E KE’ BARI

ORGANIZZANO UN POMERIGGIO CULTURALE Continua a leggere

Richiesta di aiuto contro le “terapie riparative”, petizione online e video di la7

Come primo atto concreto contro le “terapie riparative” di Nicolosi (che, lo ricordo, sarà in Italia il 21 e il 22 maggio per presentare il suo nuovo libro sul riorientamento sessuale) chiedo di fare copia e incolla della lettera sottostante e di inviarla agli indirizzi e mail degli ordini di medici, psicologi e psichiatri (trovate gli indirizzi e e-mail di seguito).
Vi chiedo di spendere dieci minuti del vostro tempo per una causa che ci riguarda tutt* e vi chiedo di diffondere il più possibile questa iniziativa. Vi annuncio inoltre che vorrei fare la stessa cosa per chiedere a programmi del livello di Report e di Presa diretta di occuparsi del caso Nicolosi e di smascherare chi c’è veramente dietro quest uomo e le sue associazioni che stanno prendendo piede in tutto il mondo.
Insieme possiamo farcela
Marino Buzzi
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E-mail da inviare ai seguenti indirizzi:
info@cnopsicologi.it
redazione@altrapsicologia.it
tutela@altrapsicologia.it
segreteria@fnomceo.it
redazione@osservatoriopsicologia.it
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Alla cortese attenzione di:

Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi
Altrapsicologia
Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri

Gentil* Signor*,
il 21 e il 22 Maggio 2010 a Brescia, in occasione della presentazione del nuovo libro di Joseph Nicolosi, che si professa psichiatra e psicoterapeuta, si terrà un seminario che tratterà anche il tema delle terapie riparative.
Come certo saprete Nicolosi è a capo del NARTH (National Association for Research & Therapi of Homosexuality) con sedi in tutto il mondo ed è il principale ideatore della cosiddetta “terapia riparativa” che si propone di “guarire” gli/le omosessuali per dar loro un “corretto” indirizzo sessuale.
L’omosessualità non è più considerata una malattia da molti anni, come si evince dal DSM IV, eppure continuiamo a trovare medici ( o presunti tali) che cercano di curarla proprio come una malattia.
La terapia riparativa è pericolosa a causa degli effetti disastrosi che può avere su menti fragili e facilmente condizionabili. Spinge le persone a non vivere serenamente la propria identità sessuale e affettiva e non riconosce l’omosessualità come una variabile naturale della sessualità.
A queste terapie possono essere sottoposti/e anche minorenni obbligat* a prenderne parte dalle famiglie.
Se è vero che i rispettivi ordini di medici, psicologi e psichiatri non considerano più l’omosessualità come una malattia è giusto e doveroso che si rinneghino pubblicamente e attraverso ogni mezzo a disposizione le pratiche del dottor Nicolosi per impedire che, anche in Italia, prenda piede questa pericolosa prassi che spinge le persone omosessuali all’infelicità e che potrebbe suscitare nelle menti più fragili danni irrevocabili.
Da anni le persone GLBT (gay, lesbiche, bisessuali, transgender e transessuali) lottano contro ogni genere di discriminazioni e faticano, a causa di un clima diffuso di paura nei confronti dei diversi e di una forte omofobia, a vedere riconosciuti i propri diritti.
Il dottor Nicolosi, che è appoggiato da molte fondazioni religiose, induce non solo gli/le omosessuali a non accettarsi ma, in qualche modo, fa passare il messaggio che le persone GLBT non devono essere accettate per ciò che sono.
Chiedo, come cittadino, che le vostre associazioni e i vostri ordini prendano una posizione chiara sull’argomento.
Abbiamo bisogno di sapere come la pensano i/le medic*, gli/le psicolog* e gli/le pschiatr* italian*
Chiedo inoltre che si disconoscano pubblicamente i metodi e le terapie di Nicolosi e che si istituisca un comitato che si impegni a capire in che modo vengono messe in pratica le suddette terapie così da tutelare i/le eventuali pazienti.
Sarebbe utile anche avviare un serio e costruttivo dibattito sull’argomento promuovendo l’intervento di esperte ed esperti del settore.
Grazie per l’attenzione che vorrete riservare ai temi proposti
Cordialmente
[Nome e Cognome]
[Città]

petizione online: http://www.petizionionline.it/petizione/petizione-per-chiedere-a-report-e-a-presa-diretta-di-promuovere-uninchiesta-giornalistica-sulle-terapie-riparative/722

Qui il video del programma italian job di la7 che ha dedicato una puntata alle terapie riparative di Nicolosi, si può notare quanta accondiscendenza, ma anche opportunismo, si verifica da parte della chiesa.

Comunicato stampa per la manifestazione nazionale UGUALI del 10 ottobre 2009 e notizie del testo base sulla proposta di legge contro l’omofobia

L’Italia si muove per l’uguaglianza

Assicurata la presenza dei gonfaloni di alcune città. Decine di bus da oltre 15 città italiane. Importanti adesioni alla manifestazione nazionale del 10 ottobre UGUALI

È partita la mobilitazione civile per la partecipazione alla manifestazione nazionale del 10 ottobre a Roma, indetta dal movimento lesbico, gay, bisessuale e transgender italiano per rispondere alla violenza che colpisce le persone LGBT, i migranti, le donne e altri soggetti sociali ritenuti deboli con la rivendicazione di uguali diritti e doveri, pari dignità, riconoscimento giuridico di tutti gli amori, di tutte le famiglie.

“Le istituzioni territoriali seguano l’esempio dei Comuni di Firenze, Livorno e Udine che hanno già assicurato la presenza alla manifestazione con il gonfalone della loro città” – dichiara la portavoce Fabianna Tozzi – “ Solo così potremmo costruire una rete tra persone e istituzioni per creare un’Italia che agisce per un vero cambiamento di cultura delle differenze e convivenza civile.”

In questi giorni sono arrivate le adesioni e il sostegno alla piattaforma politica della manifestazione da parte di numerose associazioni, sindacati ed esponenti politici, tra cui la CGIL nazionale, l’Arci e l’Associazione nazionale Partigiani d’Italia. Inoltre da più di 15 città, da Torino a Palermo, da Trieste a Napoli, si stanno organizzando decine di autobus per favorire la partecipazione di tutti i cittadine e le cittadini che pretendono interventi legislativi contro l’omofobia e la transfobia, e rivendicano il principio di uguaglianza che deve impegnare le istituzioni ad agire per la parità di diritti nel riconoscimento pubblico di tutte le relazioni e nel creare interventi informativi e culturali, a partire dalla scuola.

Facciamo appello tutta la società civile che ha a cuore i diritti e l’uguaglianza ad aderire, supportare e partecipare ad un evento che riporta al centro della discussione sociale e politica, le persone con i loro bisogni e la loro richiesta di uguaglianza.

Uguali – Comitato Promotore Manifestazione Nazionale Roma  10 ottobre 2009

Il sito: http://uguali.wordpress.com/ 

 

Roma, 2 ott. (Apcom) – “Oggi in commissione Giustizia della Camera è stato approvato, con i volti di Pd, Pdl e Lega, il testo base della legge contro l’omofobia. Contrari Idv e Udc. Il testo è frutto del lavoro di un anno in commissione, della consapevolezza e della necessità di arrivare ad una condivisione la più ampia possibile, per una legge come quella contro l’omofobia, che rappresenta un primo passo importante per il nostro paese e per gli omosessuali e i transessuali italiani. Il testo, infatti, nella dicitura ‘orientamento o discriminazione sessuale’ comprende anche i reati contro le persone transessuali”. Lo dichiara in una nota Anna Paola Concia, deputata del Pd.

“Dispiace – prosegue – che l’Idv non abbia voluto condividere l’adozione del testo base. Io, come relatrice, avrei voluto un altro testo, infatti avevo presentato l’estensione della legge Manicno. Ma la necessità di rompere il muro del pregiudizio e della discriminazione è più importante degli interessi personali e della propaganda politica. Idv e Udc, con il loro voto contrario, dimostrano di essere i più conservatori del Parlamento”.

“Gli omosessuali e i transessuali italiani, me compresa, sono stanchi delle belle parole e del benaltrismo. Nei prossimi giorni – ha concluso Concia – con la presentazione degli emendamenti, il testo potrà essere migliorato per arrivare in Aula il 12 ottobre”.

Giuseppina La Delfa (presidente famiglie arcobaleno): CAMBIARE

Un comunicato-dichiarazione di Giuseppina La Delfa presidente dell’associazione famiglie arcobaleno. La trovo, soprattutto, una positiva dichiarazione di intenti.

Aurelio Mancuso ha intitolato il suo intervento su facebook “ricominciare” e io aggiungo “cambiando”.

Il Pride di Genova è stato per me un Pride magnifico e mi ha chiarito in modo definitivo l’importanza dei Pride nazionali itineranti.
I Pride, ormai l’abbiamo capito tutti quanti, non servono a smuovere la politica alta, servono a cambiare la relazione tra la gente, tra una città, una provincia e tutta la comunità lgbtq.
Questo è avvenuto a Genova, come era avvenuto a Torino e a Bari e anche a Milano.
Da Bologna invece siamo tornati tutti un po’ tristi come se i bolognesi ci avessero visto fin troppo e non erano disposti a rinunciare alla siesta per salutarci. E’ anche vero che Bologna ha cambiato il su rapporto alla comunità già da molto tempo, e ciò dimostra ancora una volta come è importante la scelta della città per l’organizzazione del Pride nazionale.
Genova invece è stata una scelta vincente malgrado i dubbi e le polemiche. Il successo di sabato 27 lo dobbiamo innanzi tutto al Comitato Genova Pride che da 9 mesi ha lavorato instancabilmente per collegare la città a questo evento. E c’è riuscito e per questo, noi tutti vi ringraziamo. Avete fatto un lavoro straordinario. So che eravate in pochi e so che avete lavorato senza tregua per la riuscita della nostra grande festa. Siete riusciti a avvicinare la gente alle nostre problematiche, e avete cambiato per sempre il loro sguardo su di noi.
La città era addobbata con le bandiere arcobaleno e svolazzavano ovunque : nel centro storico, nei bar e ristoranti sul porto, in mano ai ragazzi e alle ragazze. E’ stato bello vedere i nostri corpi e i nostri colori riempire la città.

Un altro ringraziamneto va a tutti quelli che avendo già partecipato al pride di Roma, hanno fatto doppia spesa e doppio sforzo per essere anche a Genova.

Io sogno un Pride nazionale itinerante importante che abbia lo scopo principale e fondamentale di avvicinare la gente a noi, che le città prescelte siano quelle più difficili, quelle più chiuse, quelle dove la gente comune continua a non volerci vedere, dove fa fatica a dire le parole, a pronunciarle, a capire semplicemente che siamo parte di loro.

Ma io sogno anche una MANIFESTAZIONE NON FESTOSA, rivolta questa volta alle istituzioni, da farsi a Roma, senza carri, senza musica, una manifestazione di gente arrabbiata e stanca che chiede con forza e tanti slogan e immagini incisive di essere ascoltata.
Una manifestazione di tutto il Movimento unito per l’uguaglianza totale, dove, tutti coinvolti, cambiamo le carte in tavola e non chiediamo più che ci vedano soltanto ma chiediamo che ci guardino e ci ascoltino.

Sogno una manifestazione nazionale immensa con centinaia di migliaia di persone senza brillanti e senza colori, vestite come tutti i giorni, con le bandiere del movimento a lutto per i torti e le torture che subiamo, per i morti e le offese fisiche e gli insulti, per la negazione della nostra dignità di persone, di coppie, di genitori, sogno una manifestazione cupa, fatta di gente che non ne può più di chiedere.

Io sono convinta che siamo pronti, adesso. Sono convinta che il movimento unito può farlo, sono convinta che una manifestazione che non sia una festa possa, per contrasto, avere una grande potenza mediatica e fare davvero pressione sull’opinione pubblica.

Pensiamoci, riflettiamoci, troviamo modi e idee forti.

E poi, comunque, torniamo a fare la festa che ci da tanta forza, energia, potenza.

Giuseppina La Delfa

www.famigliearcobaleno.org

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