1 dicembre Giornata Mondiale per la Lotta contro l’AIDS

Mercoledì 1 Dicembre 2010
ore 21.00 via Zara, 15 Bari
Giornata Mondiale di lotta all’AIDS

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Università e istruzione nel tornado della crisi e dei giochi di potere attraverso il ddl Gelmini

Da giorni il mondo studentesco si sta mobilitando contro il ddl Gelmini che apporta pesanti tagli all’istruzione pubblica.  Nonostante io non sia una studentessa vera e propria, ma solo una studentessa di due corsi singoli, in quanto già laureata in filosofia, mi sento comunque coinvolta, anche perchè in questo decreto si toccano questioni che interessano la scuola pubblica in generale come le riforme per i licei, aspetto, quindi, che mi interessa da vicino, avendo la possibilità, in base al titolo di studio, di poter insegnare filosofia e storia nei licei.

La questione che  si sta presentando in queste ondate di contestazioni provenienti da tutta l’Italia è che ormai il potere, e questo Governo in particolare, non ha più ragion d’essere. É tutto l’operato che viene contestato.  Oggi, 29 novembre 2010, è una giornata che attende il suo fatidico momento della discussione del ddl Gelmini, è quasi un subodorare  le contestazioni che avverranno martedì 30 novembre. Nel frattempo a Bari (la mia città), lunedì 29 novembre, gli studenti dell’Ateneo si sono spontaneamente organizzati in un corteo improvvisato, ci sono due o tre striscioni realizzati da una decina di ragazzi, mentre altri si sono aggiunti durante le ore di lezione che sono state ovviamente interrotte.  L’occupazione di via Crisanzio è stata inevitabile, la città inizia a sentire il disagio, ma il bello arriva in corso Cavour, esattamente con l’occupazione del ponte. Una vena centrale di scorrimanto della città si ferma.

Aperitivo letterario con Arcilesbica Mediterranea Bari

Domenica 14 Novembre, ore 12:30 – 18:00
Taverna Del Maltese – Via Nicolai, 67 – Bari Continua a leggere

L’evoluzione delle associazioni-collettivi LGBTQ di Bari e la sua provincia

Dalla provincia di Bari, esattamente Casamassima, a metà ottobre 2010, arriva l’appello dei collettivi politici e non per rispondere a un evento increscioso che coinvolge un minorenne, questo infatti, a fine settembre, viene assurdamente picchiato dai classici bulli di periferia. Indipendentemente dalla riuscita dell’evento, per cui è molto difficile stabilire la relativa riuscita dello stesso, quel che ha più colpito è la prontezza con cui hanno reagito le associazioni e i collettivi di categoria LGBTQ. É stata data una risposta immediata a un appello che ha costituito un’organizzazione frettolosa. Le associazioni, però, hanno risposto positivamente, dopo tanto tempo, unanimi e uniti, hanno reagito, hanno detto sì insieme per reagire all’omofobia, al bullismo provinciale, all’idiozia che, a quanto pare, sembra si sia istituzionalizzata. Dico istituzionalizzata in quanto, alla vigilia dell’evento di Casamassima, il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, con una battuta infelice ha dichiarato: << meglio essere appassionati di donne che gay>>. Tale battuta è stata ovviamente criticata anche perchè è carica di tutto quel senso di discriminazione e di omofobia. Quello che dichiara una battuta simile è quel gioco pericoloso delle convenzioni sociali. In quella frase c’è la radice della discriminazione di genere perchè, dichiarare << è meglio essere questo piuttosto che quello>>, vuol dire ritenere “quello” un’esistenza orrenda, non degna di essere vissuta; la xenofobia affonda, in questo modo, le sue radici. Il nostro paese si trova così sprofondato in una arretratezza culturale. L’abitudine convenzionale della mente debole  e pigra si fa spazio nella società e diventa giustificazione della violenza. Per fortuna, però, una dichiarazione come quella del Presidente del Consiglio rappresenta l’immagine del politico ormai vecchio, in senso puramente istituzionale, è vecchio il suo pensiero, anche fuori moda, è vecchia la sua mentalità, è vecchio il suo modo di fare politica, è anacronistico anche rispetto alle televisioni che comanda (il riferimento è alla trasmissione con Barbara D’Urso che è palesemente gay-friendly). Ora, ritornando a noi, l’evento di Casamassima è stato un banco di prova per le associazioni, è stato un ulteriore passo per l’unione delle forze associazionistiche. Bari e la sua provincia stanno iniziando a muoversi, si stanno svegliando e reagendo. A piccoli passi sta alzando la testa. Speriamo che la starda continui ad essere battuta, speriamo che i ragazzi e le ragazze, i genitori e la gente più sensibile, appoggino i diritti civili di persone che, attualmente, vengono considerate cittadini di serie B.

Su la Repubblica BARI.it le foto dell’evento di Casamassima 3 novembre 2010

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