Beppe Grillo e la libertà di coscinza

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La gravità della scelta di Beppe Grillo, il dietro front, in merito alla libertà di coscienza che lascia ai senatori del Movimento cinque Stelle sul DDL Cirinnà, non è solo dovuta all’atto vile nei confronti di cittadini che sono ancora di fatto, di fronte alla legge italiana, cittadini di serie B, ma è dovuta anche all’ambiguità di una scelta contro la linea, e cavallo di battaglia, di tutto il movimento che si presenta innovotore rispetto alle forme classiche partitiche. Ci riferiamo al fatto che una delle cose che spesso Grillo ribadisce è proprio l’importanza delle scelte della base, ovvero le votazioni che avvengono attraverso il sito/blog di Grillo a testimonianza di una democrazia diretta partecipata. L’esito delle votazioni, presente nel blog del leader del M5S, tenutasi a fine ottobre 2014 (a cui ho partecipato essendo iscritta da anni), è sotto gli occhi di tutti: ben oltre 21.000 a favore, contro meno di 4.000 contrari; una vittoria dei sì schiacciante. Ora, ci chiediamo: dov’è questo rispetto della base? dov’è il rispetto dell’esito della votazione già avvenuta e della tanto decantata democrazia dal basso? Grillo scrive:

<<In seguito alle tante richieste da parte di elettori, iscritti e portavoce M5S su questo tema etico si lascia pertanto libertà di coscienza ai portavoce M5S al Senato sulle votazioni agli emendamenti della legge Cirinnà e alla legge nel suo complesso anche se modificata dagli emendamenti. Non si fa ricorso a un’ulteriore votazione online perchè su un tema etico di questa portata i portavoce M5S al Senato possono comunque, in base ai dettami della loro coscienza, votare in maniera difforme dal gruppo qualunque sia il risultato delle votazioni.>>.

Caro Grillo, qui nessuno è fesso! Se nel Movimento hai fatto entrare gente proveniente da aree politiche conservatrici (per usare un eufemismo) è, onestamente, un problema tuo; poi, in quanto leader avresti dovuto fare da garante nel rispetto della procedura della votazione democratica che si è verificata. I cittadini rappresentanti non sono nella sede parlamentare per esprimere la propria libertà di coscienza, ma per RAPPRESENTARE, appunto, chi li ha votati e soprattutto chi ha espresso col proprio voto specifico, in merito a particolari questioni, una determinata linea guida politica del movimento. Le ultime battute del post non dicono davvero nulla e presentano il vuoto culturale e veramente etico in merito ad un argomento così importante, ma soprattutto, scrivendo che non si fa ricorso ad un’ulteriore votazione online, si ribadisce che non solo non importa della posizione dei sostenitori del movimento, ma che non è nemmeno considerata la posizione che gli stessi hanno già espresso; a questo punto la domanda nasce spontanea: perchè ha fatto votare i sostenitori? A questa domanda Grillo e Casaleggio non risponderanno mai, perchè la risposta è imbarazzante, una risposta che noi conosciamo e che ci fa male, almeno per chi è stato sostenitore del movimento cinque stelle fino a questo momento. La verità è che la base non conta nulla e che le votazioni online altro non sono che solo un punto di riferimento orientativo per i due leader, ma non costituiscono quel valore decisivo che vogliono far credere.

Due parole sulla stepchild adoption (che ho già espresso in altra sede). Prima di votare leggi così importanti bisogna conoscere le realtà che si vanno a toccare con le stesse, senza fare speculazioni ideologiche. In particolare la ‪#‎stepchildadoption‬ è fondamentale per garantire continuità affettiva a bambini componenti di un già presente nucleo familiare. Se il genitore che ha messo al mondo il bambino dovesse venire a mancare prematuramente e lo stesso genitore non dovesse avere alcun parente ancora in vita, non essendo stata riconosciuta giuridicamente l’altra figura genitoriale d’adozione, il bambino finirebbe in un istituto. La stepchold adoption, ripeto, è una forma di garanzia per la continuità affettiva del bambino che non verrebbe strappato via dall’altra figura genitoriale-affettiva che di fatto è già presente nella sua vita.

Morale della favola. Beppe Grillo e company avevano uno slogan, uso il passato perchè si dovrebbero vergognare ad usarlo ancora da adesso in avanti: nessuno rimarrà indietro! Ma a quanto pare, invece, hanno già iniziato a scaricare i primi e ci chiediamo adesso chi saranno i prossimi. L’imbarazzante pressione di alcuni pseudo-rappresentanti senatori del movimento cinque stelle hanno messo in evidenza la palese contraddizione di un movimento che in realtà rappresenta solo la volontà di due effettivi leader (Grillo e Casaleggio) e di una manciata di eletti, quindi, autoreferenziale. Nel caso del DDL Cirinnà il gioco si fa duro e Grillo, da pusillanime, come Ponzio Pilato si è lavato le mani ascoltando i quattro gatti del movimento che gridano: Barabba!

La verità, caro Grillo, è che per fare la rivoluzione ci vuole coraggio, quel coraggio che davanti alla storia non sei riuscito ad avere.

 

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