Libertà intellettuale, libertà vitale

Ho effettuLIBERT1ato la mia iscrizione all’UAAR (unione degli atei e degli agnostici razionalisti) per l’anno 2016; prima di prendere questa decisione ho riflettuto molto, particolarmente su quanto fosse coerente una scelta simile proprio perché non ho mai fatto mistero della mia fede. Una opzione simile è principalmente una scelta politica, per quanto si possa definire politico un atto associativo. Ho sempre creduto nell’importanza della laicità dello Stato, laicità che non vuol dire necessariamente ateo, bensì logico; una logicità, però, non collegata alla disumanizzazione dello Stato in quanto tale. Anche uno Stato laico deve porsi, quindi, questioni etiche senza eluderle. La mia scelta è dipesa dal fatto di essere consapevole (da sempre) di un’ingerenza invadente della Chiesa Cattolica romana negli affari di Stato (per qualche accenno sul potere cattolico si veda l’intervento del Deputato Mattia Fantinati al meeting di Comunione e Liberazione). Come si concilia, però, una scelta simile col mio stato “spirituale” di fede? Continua a leggere

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Osservazione fra gli elfi di questa terra

Sono al terzo giorno della mia permanenza fra gli elfi e, più sono qui, più mi rendo conto della naturalezza di questo stile di vita. Non ci sono restrizioni, formalità, tutto scorre con un’ovvia semplicità, persino l’apparente rudezza di alcuni non mi genera alcun imbarazzo, la trovo appunto così ovvia, così naturale e non c’è alcun senso del pudore, alcun problema. Una delle cose che mi hanno colpita è la libertà nei giochi di cui godono i bambini, persino quelli più piccoli, come il salire sul tetto del forno a legna. I bambini elfi sono forti nel fisico e nelle difese immunitarie, mangiano quasi per terra per le condizioni di vita in cui si trovano, ma questo non li rende assolutamente più malaticci, al contrario, sono più forti in tutti i sensi, anche dal punto di vista psicologico, sembrano molto autonomi, solo raramente “fingono” di farsi male per avere una maggiore attenzione dalla madre, ma per il resto sono abbastanza indipendenti. Un’altra cosa che mi ha colpita è riscontrare un senso di cooperazione nei bambini più grandi, intorno agli 11/14 anni, tendono ad essere più rispettosi, vispi e disponibili a giocare con i bambini più piccoli, è quasi commovente la spontaneità dell’unione in questa famiglia estesa, è un’unione senza indiscrezione, almeno per quel che adesso ho avuto modo di vedere, certo, sono convinta che i limiti umani li hanno anche loro, ma tutto sembra più attenuato, sembra destinato a disperdersi. L’assenza di ambizione sociale è la prima cosa che mi è sembrata di percepire ed è ciò che sembra rendere i rapporti un po’ più virtuosi. Ogni momento in comune è un’occasione per socializzare, socializzare in modo spontaneo e naturale, il tono della voce non è mai alterato, solo quando si scherza lo si modifica visibilmente, ma non c’è alcuna ragione apparente per prevalere sulla voce dell’atro.

E’ tutto così pacificamente reale, così naturale che sembra quasi assurdo che l’essere umano possa stare così tranquillamente con sè e con i propri simili. Sono serena e respiro aria pura godendo di panorami bellissimi. Mentre vi scrivo, in questo momento, ci sono i bambini, davanti al luogo in cui alloggio, che giocano facendo il naturale baccano, ma stranamente questo non mi dà fastidio.

Aldaia, 11 agosto 2008

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