Il cammino dell’io

La ripresa è sempre lenta, non ci si alza mai un mattino e, come per incanto, tutto è finito, tutto è svanito. Ritornare alla vita, la sana consapevolezza di sè, è sempre una conquista quotidiana che bisogna affermare giorno per giorno, conquista che subisce i suoi arresti, indietreggia e poi riprende. Il sè non è un’astrazione metafisica, ma, come l’essere, è l’io più profondo che si fa di vissuti.

Mentre mi perdevo e mi perdo in questi pensieri, riflettevo qualche tempo fa nel cambiamento che la vita impone per qualsiasi ragione. L’io cambia a seconda delle resistenze che i vissuti impongono: è questione di adattamento. Incredibilmente, il caso ha voluto che, leggendo un brano di un libro che consulto a tratti, quando ne ho desiderio, “Il manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho, mi ritrovassi proprio alla pagina dove l’autore scrive:

A volte il guerriero della luce si comporta come l’acqua, e fluisce fra gli ostacoli che incontra.
In certi momenti, resistere significa venire distrutto. Allora egli si adatta alle circostanze. Accetta, senza lagnarsi, che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne.
In questo consiste la forza dell’acqua: non potrà mai essere spezzata da un martello, o ferita da un coltello. La più potente spada del mondo non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie.
L’acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obbiettivo: il mare. Fragile alla sorgente, a poco a poco acquista la forza degli altri fiumi che incontra.
E, a partire da un certo momento, il suo potere è totale.

La metafora con la vita è incredibilmente calzante: cambia il nostro io per cause di adattamento, altrimenti si soccombe, ma è un cambiare che non perde mai la rotta, mai la meta, c’è comunque una linea conduttrice anche nel cammino tortuoso, l’importante è non perderla di vista definitvamente. E, mentre tutto questo accade, l’io si rafforza: come? cercate di capirlo da soli.

Vi invito a leggere e a rileggere il brano così ne percepite la profondità e il senso sottile.

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4 Risposte

  1. Un abbraccio bellissima.

    D.

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  2. Dani, aspetto che torni dalle vacanze per rivederci, un saluto a te e a giulia

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  3. …. a me invece è successo il contrario. Mi sono alzato una mattina e tutto era cambiato anche se poi, ovviamente, ci vuole un lungo lavoro di adattamento alle nuove consapevolezze che non ti permettono di vivere come avevi sempre fatto fino ad allora….

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  4. questi sono i risvegli della vita, ma, come tu stesso hai scritto, l’adattamento è lento, l’abitudine culturale è difficile da modificare: la specie umana, è risaputo, è uno degli esseri viventi più pigri che abitano la terra.

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