La ripresa

E’ il 23 aprile, in tutto il mondo si festeggia la giornata mondiale del libro, ad una nota libreria di Bari, per tutta la giornata, parte lo sconto su ogni libro del 20%. Sono allettata dall’idea. Un anno fa feci il pieno in questa giornata grazie al bonus di 100 euro che mi regalarono i miei amici per la laurea.
La sensazione è strana, avevo la tessera con tanti punti accumulati che, per la prima forma di sconto, mi avrebbero permesso di avere ulteriori riduzioni di prezzo, ma la mia depressione intellettuale ha avuto tra le sue conseguenze la perdita di punti nella scheda perché da troppo tempo non effettuavo acquisti. Vi posso assicurare che la sensazione non è delle migliori, ovviamente non per i punti in sé, ma per quello che significano. Era una vita che non mettevo piede nella libreria che, in passato, ho contribuito ad arricchire per quanto ci ho speso. Adesso, dopo tanto tempo, ritorno nella grande sala. Ritrovo il piacere di ritrovare i libri lasciando che lo sguardo si posi su questi, i colori, le curiosità, gli argomenti che più mi attraggono, sembra tornato l’entusiasmo di prima, ma non è così, almeno non come prima. La pesantezza di un anno di crisi, la fatica anche fisica degli occhi, la paura di non avere più tempo, la difficoltà del contesto e delle condizioni attuali, insomma, tutto questo è miscelato col ritorno alla vita, con la voglia urlante di ritornare in se stessi, ma anche la consapevolezza che se dovessi ritornare non può e non deve essere come prima, adesso è tutto cambiato e va tutto riadattato.

In questo vortice di sensazioni e pensieri improvvisamente ricordo le parole del formatore conosciuto al master, i libri proposti e le importanti e interessanti osservazioni e elaborazioni effettuate. I libri giusti da prendere sono due, uno è un mio vecchio ricordo derivante da un’altra lettura che feci di Domenico De Masi “Ozio creativo” opera in cui consigliò l’autobiografia di Rita Levi Montalcini: “L’elogio dell’imperfezione”, l’altro, un suggerimento del formatore, l’opera di Paulo Coelho: “Manuale del guerriero della luce”. Acquisto entrambi, sono assorta dal pensiero, dall’idea. Fuori piove ed io sono senza ombrello, esco dal negozio e stringo forte a me i due libri, sotto la pioggia una tempesta di sensazioni, voglia di ripresa, desiderio di ritrovarsi, assaporo il piacere della lettura, degusto la sensazione di acquisizione, di scoperta, piccola o grande che sia, riascolto il piacere attraverso il contatto. Ricordo quel pomeriggio quanto stringevo forte la busta con i due libri, quasi temessi che chissà chi o cosa potesse improvvisamente strapparmeli via: quanto li proteggevo mentre la pioggia mi inzuppava il giubbotto e i capelli! quanto ci tenevo!
Compiaciuta ammiro i libri sulla mia scrivania, sento il loro profumo e pian piano ho iniziato a leggere quello di Coelho: vivo, adesso, il momento della mia lenta ripresa.

Bari, 23 aprile 2010

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