razzismo-omofobia

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9 Risposte

  1. bellissima campagna di arci

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  2. si lo credo anch’io, solo che si dovrebbero vedere questi manifesti affissi in tutte le città, a Bari, sinceramente, non ne ho ancora visti, forse sono io che non li ho notati?!

    anche la campagna sull’omofobia era azzeccata, col manifesto dell’omofobo incazzato-disturbato e su scritto: aiutiamolo! perchè l’omofobia è la vera malattia, anche questi manifesti non se ne trovano in giro

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  3. bella campagna dite eh???

    non direi proprio, è di un razzismo ‘sto manifesto senza fine…

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  4. …spiegaci il perchè

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  5. mi ero persa il thread, il mio era sarcasmo. Ho a che fare con arci, parecchie persone non condividono.
    Ue’ Ue’ pizza e mandolino

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  6. Sinceramente martina, non sei l’unica che non parla bene dell’arci, purtroppo le contraddizioni ci sono e comprendo anche il sarcasmo a questo punto, ma il manifesto c’è anche se sotto c’è la solita merda (e questo non va bene perchè così le cose non cambieranno mai veramente). Ho visto bazzicare nell’ambiente politico che appoggia le battaglie del movimento omosessuale qui a bari persone con cui ho avuto contatti diretti e che, in passato, hanno avuto atteggiamenti omofobi disgustosi e che adesso, per chissà quale convenienza, se ne escono con slogan contro l’omofobia. Sarà che le battaglie contro l’omofobia vanno di moda?! Io spero che coloro che ci credono veramente non si lascino abbindolare dalle mosse di questi cacciatori di fama e di gloria (…e di voti), ma inizio ad avere dei dubbi :-/

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  7. Il pregiudizio nasce lì dove c’è assenza di cultura.
    L’unico modo per smuovere un certo sentimento è parlarne non in termini di differenziazione (e quindi per sottrazione) ma per inclusione. Se hai un blog sulla cultura indipendente, è chiaro che sai di che cosa parlo.
    Il problema poi si sposta su chi usa la causa perchè vuole essere condiderato, in realtà, “cosa” a parte.
    Mi spiego: se le donne si definiscono pari agli uomini, che necessità c’è di fare una festa della donna?
    Se gli omosessuali sono persone normalissime (come ritengo), che necessità c’è di un gaypride?
    Ci vedo una strumentalizzazione politica, anche perchè
    siamo tutti DIVERSI, e con diversi intendo unici. Se non sarà il colore della pelle a fare la differenza, potrà essere un piercing, un tatuaggio troppo appariscente.
    Facessero una campagna su quelli che non assumono una donna, se non di bella presenza.
    Non è discriminazione? Eppure non mi pare che le bruttine disoccupate d’italia stiano lì a manifestare.
    Te lo dico perchè come sociologa, mi sono occupata della discriminazione delle donne over 50 sui luoghi di lavoro.
    Scusa per l’enciclica, ma volevo solo spiegare perchè dal mio punto di vista, non solo quel manifesto è inutile, ma anche irrispettoso verso chi le proprie battaglie le combatte non facendone un affare di stato. 🙂
    Poi per quanto riguarda Arci, entriamo in un affare di stato troppo complicato come discorso.

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  8. “L’unico modo per smuovere un certo sentimento è parlarne non in termini di differenziazione (e quindi per sottrazione) ma per inclusione.” così inizia il suo intervento chi mi ha preceduta … “l’unico modo”: … iniziamo male … cioè coi massimi sistemi … Il “gay pride” una strumentalizzazione politica … Ma la storia della nascita del pride la sa chi mi ha preceduta o parla per luoghi comuni …?
    I gay e le lesbiche potrebbero anche ritenersi e sentirsi ‘normalissimi e normalissime” … è una cultura vecchia, che in questo paese deve essere ancora smantellata, a sostenere il contrario ed è contro questo che si manifesta … noi non dobbiamo dimostrare proprio niente – io sono lesbica, perciò ne parlo a ragion veduta e sulla mia pelle –
    ma sì scendere in piazza, perché cara la signora che mi ha preceduta, lei avrà studiato tanti casi umani ma una cosa le manca l’umanità … di capire che c’è tanta gente che non ha nemmeno il coraggio ancora di vivere se stess*, perché nessun* gliel’ha insegnat* … forse scendiamo in piazza anche per chi non ha nemmeno il coraggio di farsi vedere o perché rischia il posto di lavoro, se inquadrat* dalla telecamera … siamo ancora in queste condizioni … se lei è una sociologa … di queste cose però … non si è accorta … o pensiamo che i diritti siano stati conquistati con le … chiacchere… Le libertà che stiamo perdendo ogni giorno in questo paese disgraziato, furono pagate e conquistate con fiumi di sangue … c’è chi la Storia o se l’è dimenticata o non l’ ha mai studiata … peggio per loro perché non hanno capito che paese stanno costruendo o distruggendo per il loro stesso avvenire …. io ho sempre combattuto nel privato e per la strada, in Italia e anche all’estero, lo continuo a fare e lo farò finchè ne avrò la forza e la possibilità … mi ripaga l’entusiasmo che non si è mai spento e la solidarietà di tante amiche e amici che non stanno lì a criticare un manifesto … manco fosse una vergogna o chissà che danno psicologico alla ‘causa’.
    Io trovo invece il manifesto ‘dirompente’ e questo è quello che serve per molte … coscienze ‘addormentate’ e assuefatte’ … provocatorio senza eccesso. Basta tacere, basta stare nel silenzio … nel silenzio la gente muore e viene pestata … nel silenzio … nel silenzio!

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  9. Ti ringrazio Cris per il commento illuminante. Ora, non voglio fare ulteriori discorsi, ma tagliando la testa al toro vado direttamente nel cuore della questione gay pride. Martina, non sei l’unica che ha criticato il pride, non sei l’unica, quindi, che vede in esso qualcosa di sbagliato. E’ bene, però, sapere prima di tutto cos’è il pride. Anni fa, quando partecipai nel 2003 al pride di bari credevo fosse una sfilata di carri stile carnevale, già in questo, comunque, non vi vedevo nulla di male. Ma solamente lo scorso anno, trovandomi un depliant del programma del bologna pride, mi resi conto di cosa fosse effettivamente questa manifestazione. La manifestazione che vediamo è solo la parte conclusiva (il festeggiamento finale) di una serie di eventi che sono caratterizzati da dibattiti, confronti, discussioni, proiezioni ecc. che coinvolgono, per circa una settimana, una città intera, in poche parole è e si fa cultura. Il gay pride è tutto questo, non è la manifestazione dei culattoni che fanno le vittime, quando vieni picchiato, insultato, discriminato e la risposta è l’orgoglio gay, questo non è vittimismo, ma reazione, anche reazione ironica nel dramma, è una risposta occidentale, in questo modo: si fa cultura senza abbassare la testa!

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