Omofobia e informazione oltre il 17 maggio

Parlare di omofobia adesso che il 17 maggio è passato sembra quasi fuori luogo o addirittura anacronistico, ma credo invece che affrontare la questione oltre o dopo il 17 maggio sia più importante. Il problema dell’omofobia non inizia e finisce in un giorno solo, ma è sempre costante perchè è costante e reale, e con questo intendo quotidiano, il comportamento omofobico. L’omofobia la si sperimenta ogni giorno, ma soprattutto già in forma latente la si può notare anche nelle persone non dichiaratamente omofobe, non facciamo finta di niente: la maggior parte delle persone ha imbarazzo solamente a parlare di omosessualità, lo si percepisce come un argomento troppo scomodo perchè intimo. Premetto da subito che non credo che certe forme omofobiche derivino da un’omosessualità repressa o almeno non tutte, per spiegare a un convinto eterosessuale che l’affettività omosessuale è un’affettività che ha una base ontologica naturale non serve dire a questo che è un omosessuale represso, anche nel caso dovesse corrispondere a verità, il problema, credo, come molti altri problemi di natura psicologica, sia una questione di natura ontologica e con questo intendo riferirmi al tipo di educazione-formazione che un io vive come essere esistente. L’io, di per sè, nasce con delle tendenze che gli addetti ai lavori definiscono innate, queste nel corso dell’esistenza confluiscono in rapporti ibridativi con il tessuto di relazioni e quindi, per dir così, di impringting che abbiamo come network che, non solo ci circonda, ma di cui siamo parte integrante. La questione è troppo lunga da esplicitare, ma posso ridurre nel considerare che l’essere dell’io si struttura e si ridefinisce continuamente, diremmo, si riassesta a ogni nuovo contatto o a ogni nuova rete di contatti soprattutto quando un’esperienza forte è la causa scatenante di un ridestamento della coscienza. Bene: che cosa c’entra tutto questo con l’omofobia? L’omofobia, come tutte le forme socio-acquisite, nasce da una costruzione o negoziazione della realtà di tipo convenzionale, si è omofobi, anche quando ci disturba parlare di omosessualità, per abitudine culturale, perchè nel raggio d’azione della propria esistenza non è stata problematizzata la questione o, ancor peggio, è stata già indottrinata in forma aprioristica come non questione. La struttura sociale preesistente ha già indicato la direzione su cui l’io deve “guardare”. L’omofobia, quindi, non è una tendenza naturale, bensì una sovrastruttura acquisita dai feedback sociali, una sovrastruttura potentissima e pericolosa per gli esiti violenti. L’aspetto positivo di tutto questo è che, come tutte le sovrastrutture e abitudini culturali, può cambiare, può modificarsi nel tempo perchè non è parte dell’essere definitivo ontologico di una persona o addirittura di un’intera società. L’aspetto negativo è che, come tutte le sovrastrutture e abitudini culturali, è difficile da debellare, in poche parole non in un paio di generazioni sociali si sradica una sovrastruttura fortemente radicata dal fallocentrismo come quella occidentale. I modelli dell’uomo forte, virile, che, come una vecchia pubblicità di un profumo recitava: dell’uomo che non deve chiedere mai, i modelli dell’uomo macho ecc., sono modelli questi che hanno soprattutto violato una realtà dei fatti che è tutt’altra cosa rispetto agli steriotipi tipici. La realtà violata è stata quella affettiva, non nel puro senso dei sentimenti, ma la realtà ontologica dell’affectus in senso letterale, ovvero ciò che ci tocca, la nostra natura ontologica è affettiva e tutte le sovrastrutture imposte come definitive sono una violenza nei confronti dell’essere in favore di ideologie del dover essere. La realtà affettiva della specie umana è così violentata e distorta. Il problema delle società si presenta quando queste sono particolarmente chiuse, di conseguenza, dal punto di vista culturale sono recidive non ai cambiamenti di per sè, ma ancora più in origine alla conoscenza dei fenomeni reali che poi in realtà sono fenomeni sotto gli occhi di tutti. Un esempio fra tutti è l’omosessualità, che vorrei chiamare da adesso omoaffettività, che è sempre esistita, ma gli altri esempi che possiamo citare sono anche l’atteggiamento delle maggioranze sociali che ignorano le conseguenze negative dell’effetto serra: non si pensa perchè è sforzo pensare, perchè è problematizzazione e quindi impegno, le famose abitudini di contrarre abitudini che Bergson aveva benissimo tematizzato.

A questo punto, consapevoli del fenomeno cangiante quali sono le convenzioni sociali, possiamo renderci conto quanto e come lavorare sull’ulteriore cambiamento culturale che è, prima di tutto, educazione alla conoscenza della realtà dei fatti, quindi educazione a vincere la pigrizia intellettuale che spesso si crogiola nell’opinione del senso comune. Un importante rilievo hanno le scuole, la famiglia, la struttura sociale che dovrebbe avere il compito di non abbandonare i cittadini; in proposito, circa un anno fa pubblicai in un forum la relazione dell’ILGA-Europe per la Commissione degli Affari Sociali inerente al suicidio tra i giovani gay, lesbiche, bisessuali e transgender, anche se la relazione e le indagini costituite sono inerenti all’anno 2007 credo che l’impostazione e soprattutto le proposte per affrontare il problema in sè siano ancora molto attuali, possiamo leggere infatti le segnalazioni che effettuai di alcuni passi della relazione:

<< E? stato dimostrato chiaramente che l?incidenza del suicidio tra i giovani LGBT
potrebbe essere ridotta se fossero adottate misure per contrastare l?omofobia, la bifobia, la
transfobia e l?eterosessismo che essi devono affrontare nella società, e se fossero adottate
misure per dare loro supporto.
47. L?Olanda è un Paese che, per almeno tre decenni, ha messo in atto politiche e
programmi educativi a favore delle persone LGBT. Mentre la situazione è ancora lontana
dall?essere perfetta, il confronto tra i risultati del ?Social Exclusion Report? per l?Olanda, con
i risultati di tutti i 37 Paesi, ha reso alcuni risultati informativi:
? Nel caso delle scuole, solo l?8.7% degli intervistati Olandesi ha trovato elementi
discriminatori nel curriculum scolastico rispetto al 42.9% dell?intero sondaggio;
mentre il 39.4% ha subito esperienze di bullismo, rispetto al 53% dell?intero
sondaggio.
? Nel caso delle relazioni familiari, il 31.2% degli Olandesi intervistati ha riportato
esperienze di pregiudizio e/o discriminazione, rispetto al 51.2% dell?intero
sondaggio.
? Anche l?esperienza di discriminazione nella comunità generale è stata più bassa, per il
24.6% degli Olandesi intervistati, rispetto al 37.7% dell?intero sondaggio.

E? stato esaminato un fattore riguardante la depressione, la disperazione e il suicidio
negli adolescenti gay, lesbiche e bisessuali, in comparazione con gli adolescenti eterosessuali.
I risultati hanno suggerito che i fattori ambientali associati con l?orientamento sessuale, che
potrebbero essere raggiunti e cambiati attraverso la prevenzione e gli interventi di
prevenzione, giocano un ruolo principale nella prevenzione dell?angoscia nella popolazione.30
53. Un altro studio ha esaminato quattro fattori protettivi (le connessioni familiari,
l?attenzione dell?insegnante, le attenzioni di altri adulti e la sicurezza scolastica) e la loro
associazione con l?ideazione del suicidio e i tentativi di suicidio tra adolescenti che hanno
avuto esperienze con persone del loro stesso sesso.

Molte indagini hanno documentato l?ostile ambiente sociale con cui loro si
interfacciano ? sia in famiglia, a scuola, nei gruppi di coetanei, nelle istituzioni
religiose, o più ampiamente nella società
? Una ricerca dettagliata ha dimostrato che un ambiente sociale che esclude e denigra i
giovani LGBT è causa per molti di loro di scegliere il suicidio come via di fuga dalla
depressione, dall?isolamento e dalla disperazione
58. Laddove i governi e le autorità per l?istruzione prendano specifiche iniziative per
affrontare l?esclusione e la discriminazione subita dai giovani LGBT, possono essere
raggiunti sostanziali miglioramenti nel loro ambiente sociale.

La chiave per eliminare la tragedia dei suicidi tra i giovani LGBT non è pertanto una
questione di come farlo né di come trovare le risorse, ma una questione di volontà politica:
l?attuazione delle misure proposte potrebbe essere opposta appunto da quei gruppi sociali, da
quelle istituzioni e da quegli individui la cui ostilità verso le persone LGBT contribuisce ad
un ambiente che denigra ed esclude in primo luogo i giovani LGBT.
61. La sensibilizzazione e l?educazione all?azione contro omofobia, bifobia e transfobia,
inclusa la sensibilizzazione sul potenziale costo dell?emarginazione, della denigrazione e della
discriminazione nei confronti dei giovani LGBT, sarà quindi essenziale per avere successo >>.

Consiglio comunque la lettura completa della ricerca.

Per capire qualcosa di più sull’omofobia vi segnalo la lettura tematica di questi siti: ipsico.org, con particolare attenzione alla voce omofobia interiorizzata, ovvero l’autoomofobia dei cittadini gay, lesbiche, transgender e bisessuali.

Interessante anche questo riassunto che presenta in generale una panoramica del mondo omoaffettivo: l’mofobia, la paura degli altri e di noi stessi

Da notare lo scempio omocensura che hanno subito gli anime giapponesi di ispirazione manga, nel sito gay.it  si trova una curiosa vecchia discussione riguardo alla censura che una certa forma d’arte può subire per via di un puritanesimo ipocrita. Personalmente, le forme implicite di omoaffettività dei cartoon anni ’80/’90 non ricordo che mi hanno traumatizzata, confusa o scandalizzata, quando si è bambini quelle forme di sovrastruttura di cui ho argomentato sopra non si hanno e certe cose le si vivono per come sono perchè, semplicemente, sono.

…e per una delucidazione riguardo alla questione dell’omofobia in Europa, qui la Risoluzione del Parlamento Europeo.

Annunci

2 Risposte

  1. mi chiedevo cosa ne pensi del fatto che ultimamente l’essere lesbiche (purtroppo o per fortuna (ancora non mi sono decisa se sia un bene o un male) solo lesbiche e non gay o transgender) vada molto di moda.
    ho visto su facebook parecchie foto in cui si mimano attegiamenti lesbici nelle foto e c’è una “tizia” (o my god) che appena può “vanta” (credimi certe cose si capisce quando non sono affatto sincere) allusioni al fatto di essere bisessuale mentre sono sicura che non lo sia.

    personalmente non sono ancora sicura che si tratti di un fenomeno negativo.
    forse una ragazza realmente lesbica si troverebbe più a suo agio in un ambiente in cui l’esserlo va di moda…certamente. allo stesso tempo però, quando sento di ragazzi che arrivano al suicidio, o penso comunque a chi, pensando al proprio futuro, oltre a tutti i problemi comuni deve aggiungerci anche: se mai conviverò con un’altra persona potrò farlo senza nascondermi? senza temere? con dei diritti economico/sociali? la legge mi tutelerà? etc. quando penso a tutta la mole di problemi che le persone ‘realmente’ LGBT deve affrontare, queste ragazzine che si spacciano lesbiche perchè fa figo, mi fanno salire i nervi che non hai idea.

    tra l’altro ho sentito persone che percependo questa moda, hanno già cominciato a fare di tutta l’erba un fascio, dicendo che omosessuali si “diventa” perchè va di moda -.-

    Mi piace

  2. Ciao myr, vedi tu stessa hai già colto la differenza tra l’esserlo per davvero e fingere di esserlo per moda che è solo una commedia da recitare, una commedia che si finisce di vivere quando il gioco non convene più. In linea generale, comunque, già non ho un buon occhio per le mode, sono una forma dell’esperssione umana che tollero con difficoltà, se poi si arriva a parlare di atteggiamenti omoaffettivi femminili perchè fa figo allora il mio istinto problematico avrebbe voglia di mettere davanti a queste persone, non indispettita, la consapevolezza della realtà effettiva delle condizioni GLTB, una realtà che è tutt’altro che una pascqua o moda, le mode finiscono presto, e quel che è peggio è che ciò che è stato moda finisce poi nel dimenticatoio. A questo punto la moda dell’omoaffettività diffusa fa più danni che altro. L’ideale invece sarebbe non fingersi quel che non si è, le monzogne fanno sempre male, bensì da etero bisogna conoscere le realtà di certe condizioni, realatà di diritti e doveri negati, e affrontare SERIAMENTE certe questioni con le rispettive problematizzazioni: questo è il modo migliore non solo per essere vicini alla causa, ma soprattutto per conoscere realtà sociali che sono concretamente vastissime. Conoscere solamente un modello di coppia e di orientamento sessuale è un limite sociale, vuol dire voler conoscere solamente il 50% della realtà e scegliere di far finta di non vedere altre realtà che la natura ha creato da sempre.

    Personalmente ammiro chi anche non capendo, ma avendo tolleranza, cerca di conoscere le altre forme sociali come le realtà LGBT, è chiaro però che quando ci si avvicina verso un qualcosa a noi ignoto prima bisgna cercare con senso di obiettività ontologica, ovvero bisogna azzerare, cosa molto difficile, le abitudini culturali che secoli, se non millenni, di civiltà hanno forzatamente orientato solo verso alcune direzioni tralasciando altre.

    La battaglia vera è una battaglia sociale inerente ai diritti umani socio-culturali e le drammatiche realtà del suicidio ne sono una dimostrazione lampante. Far finta di essere quel che non si è è solamente un’ ulteriore presa in giro che provoca danni a chi lo è veramente perchè capita di assumere finti atteggiamenti che possono anche danneggiare l’immegine dei veri omoaffettivi, ci si sente liberi di far quel che si vuole quando non si è veramente coinvolti perchè la parte la si può lasciare quando si vuole, quando inizia a pesare. Le mode non aiutano, ma rendono una pagliacciata una questione che è seria come quella dei diritti umani.

    Spero di essere stata chiara riguardo al mio pensiero sulla questione. Se ci sono altre domande, chiunque, può chiedermi chiarimenti.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: