“Lettera” ad un amico albatro che attraversa l’oceano

Il silenzio, in questi giorni, del mio blog non è dovuto da impegni vari o almeno non solo, ma da una scelta volontaria per rispetto della tragedia che si è verificata in Abruzzo, regione che, proprio in provincia dell’Aquila, ho visitato da ragazzina per un campo estivo con gli scout. Questo silenzio per il cordoglio mi ha fatto ritenere giusto anche il mettere in secondo piano la felicità recente (ma travagliata per le vicende accadute nella mia famiglia) per aver conseguito la laurea che, per un’incredibile coincidenza, è avvenuta proprio il giorno in cui il filosofo che ho elaborato nella tesi si confrontò, in una conferenza, con Albert Einstein, confronto di cui ho scritto nella tesi di laurea.  Ma non sono io il soggetto di questo post, bensì un caro amico che sta per partire per un lungo viaggio in Messico e in Guatemala; questo post, infatti, vuole essere una lettera di ringraziamento e di arrivederci.

E’ difficile l’idea che un amico che ha avuto un’incidenza notevole nella tua vita, nonostante la frequenza saltuaria per via dei ripetuti viaggi che ha intrapreso, lo possa rivedere fra quasi un anno e mezzo proprio perchè l’ultimo dei viaggi che sta intraprendendo è il più lungo e il più impegnativo per la pressione psicologica che costituirà. Non ricordo dove l’ho sentito o dove ho letto che ci sono uccelli che nascono in gabbia e vivono in questa con la visione continua delle sbarre, come se queste fossero parte della loro natura e, in funzione di ciò, non vedono e non conoscono strade e vite alternative a quelle che già vivono e conoscono. Ci sono uccelli invece che sono nati in natura completamente liberi e, anche se li metti in gabbia obbligando loro a seguire una vita che il sistema ha già deciso, rimangono liberi, questi uccelli non saranno mai imprigionati anche quando tenteranno di rinchiuderli in nuove gabbie: di quest’ultima categoria, Attilio, fai parte tu. Sei una persona libera e la tua libertà vissuta non immagini cosa è riuscita a darmi, sei riuscito a coinvolgermi emotivamente in una visione del mondo alternativa che in realtà avevo già dentro, ma soprattutto il tuo esempio è riuscito a non farmi vergognare o vivere con timidezza la mia diversità d’essere, la mia personalità che addirittura adesso mi fa sentire orgogliosa. Mi sono resa conto di ciò che sono, dell’unicità della vita che abbiamo e dell’importanza nell’esprimere ciò che siamo, era una verità che avevo dentro di me, ma incontrandoti ha preso forma, la crisalide pian piano sta diventando una farfalla e questo grazie a te amico mio che col tuo esempio mi stai insegnando ad osare. Grazie a te ho ribaltato i miei valori, vedo il mondo un po’ con occhi diversi, ovviamente rispettando il mio modo d’essere e di vivere chiaramente diverso dal tuo, adesso, anche grazie a te, ho un po’ meno paura. Le coincidenze della vita ci hanno portato a conoscerci in pochi giorni, quello che è stato un evento fallimentare di una Critical Mass natalizia ci ha portato a conoscerci e a scambiare le nostre opinioni e modi d’essere, da una cosa negativa è sorta una cosa positiva, a mio parere tra le più fruttuose. Il coinvolgimento dei tuoi racconti elfici e nella stessa avventura elfica calata quasi inaspettatamente l’estate del 2008, la pulce nell’orecchio che mi hai scatenato, la voglia di libertà che hai risvegliato, questo, Attilio, lo devo a te. Da ciò che ho acquisito dal tuo esempio ho cercato di dare seguito narrando la mia prima esperienza elfica di dieci giorni, vissuto che, dai borghesi, non è stato capito e addirittura è stato fortemente criticato, ma che ha dato i suoi frutti testimoniati da coloro che mi hanno contattata privatamente chiedendomi come poter vivere quelle esperienze: noi coltiviamo la terra, ma non possiamo sapere chiaramente quando questa darà i suoi frutti effettivi, questi frutti possono arrivare anche quando non ci saremo più e sarà chi verrà dopo di noi a goderne. E’ proprio questo che voglio ricordarti amico mio, anche quando una cosa sembra inutile farla e ha poco riscontro negli altri, non importa se sembra inutile, quella cosa se fa parte di te del tuo essere autentico, mentre la fai fa bene a te e ti migliora come uomo. Anche nei momenti difficili ricordati degli amici che ti vogliono bene, che non ti dimenticano e che hanno fiducia in te indipendentemente dai tuoi successi o fallimenti perchè hanno fiducia nella tua libertà. Non dimenticarti di agire da uomo libero, ma anche e soprattutto da uomo che ama nella libertà, perchè per chi è libero solamente, ma è senza amore nel cuore la libertà può trasformarsi in egoismo. Ama con quella stessa consapevolezza che ti ha portato a diventare vegetariano e vegano, ama con slancio creativo che non ha limiti umani, ama la tua vita straordinaria.

E’ difficile accettare che sarai via per più di un anno, adesso che mi soffermo a pensare fa venire il magone, come immagino sia difficile per la tua famiglia, ma anche loro sanno che sei una albatro libero che adesso finalmente affronterà la sua traversata oceanica, ma voglio ricordarti una cosa: gli albatri sono uccelli maestosi quando sorvolano gli spazi aperti, ma sono anche una specie dove istintivamente ogni andata costituisce un ritorno ed è questo che auspico, il tuo ritorno per riascoltare le nuove esperienze che hai vissuto, i nuovi mondi che hai esplorato, le altre vite che hai incrociato. Ti saluto amico mio, dalla tua amica che non smetterà di volerti bene

Rosalinda

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7 Risposte

  1. ciao ro!

    di fronte ad un elogio cosi’ smodato non so proprio come rispondere. sono LUSINGATO.
    grazie. sono parole sincere. che apprezzo.

    spero che riusciremo a coltivare qualcosa insieme e combinare qualcosa di bello, interessante e utile in futuro (gia’ si’, c’ho il chiodo fisso io..)

    parto per un anno.. magone? ma no! vado a fare rifornimenti! di energie e nuove idee in quel continente frizzante che e’ l’america latina!

    albatro? mi ricorda il racconto del gabbiano jonathan livingston, carinissimo e che invito tutti a leggere. ma questa e’ un’altra storia..

    hai usato un verbo rarissimo: OSARE.
    siamo nell’era di terrorismo, e la parola piu’ pronunciata e’ “sicurezza”.
    eppure mi ricorda quando circa 10 anni fa imparavo a nuotare, e il mio istruttore in piscina un giorno mi disse questa frase: “attilio tu sei giovane, tu devi OSARE”.
    quanto aveva ragione! “la fortuna aiuta gli audaci”, “chi non risica non rosica”: vedi, questo principio il popolo lo conosce gia’ sotto forma di proverbi.
    e’ quello che nella poesia “lentamente muore” viene espresso con:
    “ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare”
    e’ quello che un cantante francese intende con:
    “tu mi stai parlando della rivoluzione, ma io voglio che mi parli della TUA rivoluzione”.
    e’ come l’acqua che guardo’ per la prima volta la roccia e la vide cosi’ dura. pero’ con la PERSEVERANZA ha scavato voragini, gole e fossati, scolpito solchi e modellato il suolo.

    vabe’, mo’ sto divagando. stammi bene,
    ti saluto, un abbraccio!
    Attilio

    PS: sul terzo rigo del secondo paragrafo (“l’ultimo dei viaggi” per intendersi) è scattata la grattata propiziatoria 🙂

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  2. wagliò, intendevo l’ultimo che stai affrontando attualemte 😉 ok ci sta la grattata 😀
    sono felice del fatto che hai sdrammatizzato, in fondo un viaggio è un rinnovo di energie, la penso anch’io così 🙂

    …non ho fatto elogi, ti dico che è quello che vivo, tutto qui. Sei stato un trampolino, spero di non fracassarmi troppo la testa per i tuffi che farò da adesso in poi 😉
    buon viaggio amico mio 🙂

    PS l’ho letto quel libro, il gabbiano Jonathan Livingston, è davvero particolare 😉

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  3. mi associo alle bellissime parole di Rosalinda, perchè nonostante ti conosca molto meno di quanto possa dire lei, parlare con te è stato come percepire l’interramento di potenti semi…non era mai successo con tutta la gente che ho conosciuto nella mia vita.
    spero tanto che questi potenti semi portino dei frutti meravigliosi e che tu possa essere aiutato in questo (magari anche da me).

    buoni viaggi e mi raccomando riguardati!
    😉

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  4. grazie myr,
    gia’, anch’io sono per l’agricoltura sinergica!!

    alla prossima laurea di rosalinda 😉 ciau!!

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  5. Ciao, girovagavo per wordpress e mi sono imbattuto nel tuo blog. L’ho trovato molto interessante, e scritto molto bene.
    Complimenti (e scusa per l’off-topic)!

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  6. Di niente gray, grazie per l’incoraggiante commento

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  7. […] “Lettera” ad un amico albatro che attraversa l’oceano April 2009 6 comments […]

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