La vita: un cucchiaino storto

Mi sento angosciata per una discussione avuta con mia madre, una delle tante, l’ennesima. Sono quasi stanca di questo. Al ritorno dal “viaggio della speranza” sento il peso e la consequenziale solitudine nel dover incoraggiare una madre che si pone a peso morto o addirittura in modo ostile al proprio andare in contro. Dover fare da genitore alla propria madre per me è troppo difficile, soprattutto quando non so, io per prima, cosa significhi avere un buon genitore presente e premuroso.

Ho di fronte a me un cucchiaino storto. Un ricordo portato dalla valle degli elfi. Non un souvenir preconfezionato, bensì un cucchiaino che per me simboleggia molto. Questo cucchiaino, la sua punta, fu usata per riparare la foratura di una ruota della bici di un bimbo elfo. Forzando la punta del cucchiaino si è riusciti ad estrarre il copertone che avvolge la camera d’aria, infine la ruota, con i rispettivi interventi, è stata riparata, ma il cucchiaino, la sua punta, è rimasta storta; la forma che ha assunto è artisticamente ondulatoria, sembra uno di quei soprammobili di arte moderna new age dove non si capisce quando finisce l’arte e dove inizia il cattivo gusto. Il fatto è che all’improvviso mi furono offerti due cucchiaini per girare lo zuccherro di canna nel mio caffè e, nascondendo la punta, mi chiese, un amico Elfo, se preferivo il cucchiaino normale o il cucchiaino anormale. Ovviamente, attratta dallo stravagante, scelsi l’anormale e, come chiesto, mi diede questo bellissimo cucchiaino storto per girare il caffè. Fu particolare, per le simmetrie del tatto, il dover girare il caffè con la punta storta, la rotazione infatti non mi veniva spontaneamente simmetrica, ma tendeva a spostarsi verso il centro. Il cervello e la coscienza percepivano una nuova sensazione e un nuovo ordine tattile: era la novità in un gesto di quotidianità. Di questo simpatico aneddoto mi è rimasto il simbolo fisico: il cucchiaino storto. Non l’ho più voluto nemmeno lavare dal caffè e questo sembra dargli una connotazione di cimelio antico, ma soprattutto il suo essere storto per me ha un significato particolare; irregolare come la vita che non si può determinare, non si può prestabilire e, come l’essere umano imperfetto, quando vive veramente, si trova ad affrontare le novità e l’imprevedibilità che la vita stessa pone e, infine, come l’essere umano che può sentirsi storto e inadeguato, nonostante tutto, ci prova ancora, gira ancora il suo caffè.

Bari, 15 ottobre 2008

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7 Risposte

  1. nel passato i genitori non riflettevano sui vari argomenti: la loro opinione si basava sui principi cardine della tradizione. quindi se ti moriva tuo fratello dovevi vestirti di nero per un anno intero, e se non lo facevi ecco l’opinione negativa di mezzo mondo si riversava su di te.
    e così avevano le loro certezze su cui fare sempre affidamento.
    poi dopo il ’68 si sono infranti tanti tabù e anche i genitori hanno dovuto tenere aperte le loro menti agli interrogativi e alle questioni sempre nuove che si pongono. soprattutto l’istruzione (l’estensione dell’obbligatorietà etc) ha contribuito a questo cambiamento nei genitori.

    secondo me è x questo motivo che i genitori di oggi sono anche troppo ‘umani’. cioè pieni di dubbi etc e non dei saldi detentori di certezze e verità come ce li immaginavamo da piccoli, e come forse erano decenni fa, arroccati sulle tradizioni popolari.

    che vuoi farci?… non si scelgono i figli come non si scelgono i genitori, ma si deve sempre cercare di far vincere l’affetto. soprattutto se nei confronti di una persona + debole ^_^

    un salutissimo :**

    P.S.
    andrai alla gita di domenica prossima ad ostuni organizzata da ruotalibera?
    grazie ai tuoi link ho scoperto critical mass e ruotalibera che sono bellissime

    P.P.S
    ma tu sai riparare una camera d’aria bucata??poi mi fai vedere? ^_^

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  2. Grazie miriam per il tuo commento sui genitori 😉 l’ho apprezzato molto

    Riguardo a domenica, sinceramente quella data mi mette in difficoltà e diciamola tutta, anche i 35 km mi mettono in difficoltà ;-p amo la bici, per me è più che un mezzo ecologico di viabilità, ma durante la ciclocaccia al tesoro ho scoperto ulteriormente di non avere una gran bici a livello tecnico e di essere un po’ fuori forma per grandi percorsi.

    Tra l’altro domenica 26 c’è un altro evento che riguarda la questione che ha interessato proprio noi 😉 come ultima domenica del mese, nell’atrio dlla Chiesa Russa, organizzano banchetti per il baratto. Di queste iniziative si stanno interessando associazioni serie del nostro territorio e, proprio ieri pomeriggio, per un’incredibile coincidenza, ho incontrato un amico che è inserito in queste iniziative. Ancora per una ulteriore e incredibile coincidenza ti volevo contattare per queste iniziative e tu, proprio con questo commento, hai fatto venir fuori questo argomento 🙂
    mi sta venendo un vago dubbio sulla telepatia che mi sta pigliando in sto periodo! 😉 😀

    P. P. S. la ruota teoricamente dovrei saperla riparare, è incredibile che hai fatto questo riferimento, la scorsa settimana ho forato e un amico con cui sto organizzando ciclonovità 😉 mi ha mostrato, con estrema gentilezza per la disponibilità, come si ripara o cambia una camera d’aria.

    Proprio per la questione della bicicletta stiamo organizzando un movimento-associazione (poi si vedrà cosa diventeremo) che sia una via di mezzo fra ruotalibera e Critical Mass, un’ulteriore approccio alla bicicletta che sia complementere con ruotalibera e Critical Mass. Insomma la viabilità ecologica vogliamo farla coincidere anche con piacevoli momenti di socializzazione.
    Attualmente il sito è in costruzione, ma quando sarà pronto lo posterò nel blog. Teniamoci in contatto 😉

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  3. un’altra associazione come ruotalibera e critical mass? bello!! ^_^ ma come mai? cos’è che pensate manchi alle altre due (se non è troppo lungo da spiegare…nn ti vorrei rompere eheheh 😀 )

    domenica prossima ci andrò alle bancarelle per il baratto alla chiesa russa, e grazie moltissimo per le info ( e per aver pensato a me ^_^ ), e cercherò anche di diffondere la notizia.
    anche xchè il mio ragazzo non vuole andarci alla gita di domenica prox :s dice che non vuole sentirsi legato al resto del gruppo etc. :p magari xò cmq ne organizzeremo una per conto nostro con amici, adesso che c’hanno dato l’idea e mi sono prisciata XD

    per la camera d’aria, nel frattempo mi sono informata e mi è stato spiegato come si ripara, ma mi sembra un casino…cioè meglio portarsene una nuova di riserva e cambiarla piuttosto che ripararla…per quanto mi hanno detto. magari ne riparliamo eheheh
    bybbb ;p

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  4. A ruotalibera e Critical Mass non manca niente 🙂 solo che vogliamo incentivare, tramite un coordinamento, una maggiore presenza e uso della bicicletta, aggiungendo anche l’aspetto conviviale che l’uso della bicicletta può comportare 😀
    Tra le cose che vorremmo fare è anche organizzare cicloscampagnate, insomma dobbiamo avere solo il tempo di organizzarci e il resto, su cosa faremo e cosa diventeremo, verrà da sè 🙂

    PS non mi rompi affatto 😉

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  5. Tanto di cappello a questo post 🙂

    un inchino e un abbraccio. ciao!

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  6. Bello il paragone con la vita ma almeno lava il cucchiaino.

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  7. Emanuele, ti assicuro che il cucchiaino sporco ha il suo fascino; come la vita non è limpida, ma procede per ibridazioni, ho voluto lasciare il cucchiaino sporco che mi ricorda le imperfezioni della vita, la sua imprevedibilità.

    …e poi, non macchia mica! 😉 🙂

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