Fra un popolo nudo per una terra fertile

A giorni mi cimenterò in una esperienza di montagna che definisco al di là dell’idea di escursione. La zona è in Toscana, tra le montagne pistoiesi. Mi ritroverò in villaggi di gente che amano chiamarsi elfi, come i personaggi fantastici. Questa gente intorno agli anni ’70 ’80 si è trasferita in alta montagna occupando terre senza proprietà, brevemente, per il rifiuto ideologico dei principi della civiltà come ad esempio il consumismo esagerato, infatti, una delle caratteristiche di questi villaggi, anzi forse la caratteristica essenziale, è l’autoproduzione, ovvero consumano quel che essi stessi producono. Possiamo immaginare che gli elfi abitando nei piccoli villaggi privi di comodità che noi conosciamo, hanno uno stile di vita legato a quel che la terra offre quotidianamente e stagionalmente.

La mancanza di acqua corrente e per questo il dover stare in una condizione di igiene un po’ precaria, dal punto di vista di una civilizzata, mi desta un po’ di preoccupazione, ma in questo vorrei confidare nella natura perchè è vero che una scarsa igiene può portare problemi dal punto di vista igienico-sanitario, ma è altrettanto vero che condizioni, ovviamente non eccessive, di scarsa igiene aiutano a migliorare la funzione delle difese immunitarie. Un professore della facoltà di medicina di un mio amico, prima di iniziare la sua consueta lezione, esclamava: “beata sporcizia!” E se davvero un po’ di sporcizia ci aiuta, allora che ben ben venga anche questa.

Forse l’impatto più forte che potrò subire è quello di costume, nel vero senso della parola, ovvero l’impatto che riguarderà esattamente una cultura priva di strutture mentali della nostra civiltà. Per non dilungarmi troppo in giri di parole vi pongo un esempio chiaro: l’amico che mi ha invitata a vivere questa mia permanenza elfica, mi ha detto che molto probabilmente li troveremo a lavorare nei campi completamente nudi. Avete letto bene, completamente nudi; questo può essere, per me che sono ancora abitudinariamente legata alla civiltà, una fonte di imbarazzo, ma confido nel senso dell’assuefazione di cui noi esseri umani siamo disposti. Con tutta sincerità credo che, come abbiamo acquisito l’abitudine del pudore, delle maniere a tavola ecc. e, ancora più profondamente, del senso di colpa, possiamo anche ritrovare i modi più naturali di convivenza reciproca e di adattamento senza tutte quelle sovrastrutture create nella storia della civiltà, sovrastrutture che forse sono la vera causa delle nostre nevrosi.

In cuor mio, vista la consapevolezza di dover dare una mano nei campi, spero di non fare la solita figura della civilizzata che non riesce a tenere in mano nemmeno un attrezzo e che riesca a rendermi utile dando loro un aiuto sopportando la fatica del lavoro fisico, ma soprattutto spero che questa esperienza, più di ogni altra cosa, possa arricchirmi dal punto di vista umano, facendomi superare certe nevrosi e rigenerandomi, in questo modo, nel corpo e nello spirito con l’aiuto di Dio.

Vi aggiornerò nel caso dovessero venirmi altri pensieri.

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7 Risposte

  1. grandse rosalindaaaaa…facci sapere come va..anche io parot in toscana domenica prossima…a pisa e di li in girpo per la toscanuccia bella!

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  2. Welà mery, spero che nei miei giorni di permanenza mi venga da scrivere qualcosa a riguardo, magari sensazioni, riflessioni e forse anche i disagi… e se non dovesse succedere, bhe! pazienza, forse scriverò solo al mio ritorno cercando di rendere qui qualcosa di questa esperienza 🙂

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  3. Mi chiedo perchè siamo l’unico animale che prova pudore.
    Ah questo Vaticano,la rivoluzione della chiesa sarebbe eleggere un papa donna,sì voglio un papa donna oppure gay,anche Dio sarebbe contento..

    Buona permanenza con gli elfi e chissà la prox volta vengo anch’io..
    A presto,Nico.

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  4. Grazie per l’augurio Nico, sicuramente il prossimo anno sarai dei nostri… però niente male l’idea di un papa donna, anche se solo il sacerdozio per adesso non se ne parla: che ci vogliamo fare, l’imporatnte è ritrovare la spiritualità in noi 🙂

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  5. Animali imbecilli! (noi)

    andate in spiaggia e riflettete sul concetto di costume da bagno!
    è un indumento, ma a differenza degli altri non serve a tenere caldo (fa già caldo d’estate, tanto che stai schiumando).. e allora?

    serve a questo: CHE TU NON VEDI CERTE PARTI DEL CORPO perchè sono meno degne di altre!

    le mani? si possono vedere.
    i gomiti? si pure quelli.
    le tette? no, quelle no. ma perchè no? perchè no.
    le caviglie? sì.
    il pisello? no. come no, ma scusa, in base a quale principio quelle sì e questo no?! boh!

    ma vaffanculo morale di merda!!

    e ti dirò di più! tolleriamo la nudità delle altre specie e non la nostra!
    nessuno si sognerebbe (per fortuna!) di mettere i boxer al cane, e nessuno si scandalizza se questo passeggia col pene o con l’ano in bella mostra.. ma allora che differenza fa?! perchè quelli sì e noi no?!

    [riflessioni banali di chi prova a guardare la nostra “civiltà” con gli occhi di un marziano]

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  6. […] Fra un popolo nudo per una terra fertile August 2008 5 comments 4 […]

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  7. […] 3 Fra un popolo nudo per una terra fertile 6 comments agosto 2008 […]

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